Febbraio: il mese segreto della PURIFICAZIONE romana

Febbraio è il secondo mese del calendario gregoriano che usiamo quotidianamente, eppure pochi sanno che il suo nome nasconde una storia affascinante che affonda le radici nella civiltà romana e nelle antiche tradizioni etrusche. La parola "febbraio" non è stata scelta a caso: racchiude in sé il significato profondo di un intero periodo rituale dedicato alla purificazione e al rinnovamento. Il termine "febbraio" deriva direttamente dal latino februarius, un aggettivo formato da februus, che significa letteralmente "purificante" o "che purifica". Ma come mai i Romani hanno scelto questo nome così carico di significato? La risposta ci riporta ai costumi e alle credenze dell'antica Roma, dove questo mese era tutt'altro che ordinario. Secondo le testimonianze dell'erudito latino Varrone, il nome deriverebbe anche dal sabino februm, che ha la medesima radice e significato di purificazione. Questa connessione testimonia come i rituali legati a febbraio fossero praticati non solo dai Romani, ma anche dai popoli che con loro condividevano il territorio italico. 

Per comprendere pienamente il significato di febbraio, è essenziale sapere che nell'antico calendario romano questo non era affatto il secondo mese dell'anno, bensì l'ultimo. L'anno romano iniziava infatti a marzo, poiché si credeva che in questo mese il mitico Romolo avesse fondato Roma. Febbraio era quindi il dodicesimo mese, il momento conclusivo prima del grande reset annuale. Durante il mese di febbraio, i Romani celebravano le Februalia, rituali complessi e suggestivi dedicati alla purificazione fisica e spirituale. Queste cerimonie non erano semplici riti religiosi, ma veri e propri momenti di rigenerazione collettiva che coinvolgevano case, città e abitanti. Queste celebrazioni culminavano particolarmente attorno al 14 febbraio, data cruciale nel calendario rituale romano, quando si svolgevano sacrifici dedicati alle divinità protettrici. Ma febbraio era anche il mese dei Lupercalia (celebrati il 15 febbraio), antichi riti importati dall'Arcadia quando Romolo e Remo fondarono Roma, durante i quali i sacerdoti del dio Fauno, detti flamines luperci, compivano rituali di grande suggestione. Febbraio non era solo un mese di purificazione attiva. Era anche il periodo dedicato al ricordo dei defunti e alla chiusura simbolica di cicli. Il 21 febbraio si celebravano le Feralia, cerimonie in cui si offrivano corone di fiori ai morti della famiglia, i Mani, mentre i templi restavano chiusi e i matrimoni non venivano celebrati. Inoltre, il 23 febbraio si svolgevano i Terminalia, festività dedicate a Termine, l'arcaico dio protettore dei confini e delle proprietà, sia fisici che metaforici: incluso il confine tra un anno e l'altro.

Quando il cristianesimo si diffuse nell'Impero Romano, non cancellò il significato profondo di febbraio, ma lo trasformò. Il 2 febbraio, exattamente 40 giorni dopo il Natale, la Chiesa cristiana ha istituito la Candelora (festa della Presentazione di Gesù al Tempio), un rito cristiano che mantiene intatta la funzione rituale di purificazione. La Candelora celebra sia la presentazione di Gesù al Tempio che la purificazione di Maria dopo la nascita del figlio, seguendo la pratica ebraica secondo cui una donna restava ritualmente impura per 40 giorni dopo il parto. Questo incredibile continuum tra il paganesimo e il cristianesimo dimostra come certi concetti—la purificazione, il rinnovamento, il passaggio da una stagione all'altra—fossero così radicati nella psiche umana da sopravvivere ai cambiamenti religiosi. Durante la Candelora si benedivano le candele, simboli di Cristo come "luce che illumina le genti", mantenendo così quel rapporto tra purificazione e illuminazione che caratterizzava già i riti romani.

La storia del nome febbraio ci insegna qualcosa di profondo: gli antichi Romani comprendevano intuitivamente che il passaggio da una stagione all'altra, da un anno al successivo, richiede una sorta di transizione rituale. Non basta il semplice scorrere dei giorni; è necessario un momento di pausa, di riflessione, di purificazione—sia fisica che spirituale. In un mondo sempre più frenetico e disconnesso dai ritmi naturali, forse varrebbe la pena riscoprire il significato originario di febbraio: un invito a fermarsi, a riflettere su ciò che non serve più, a prepararsi consapevolmente al rinnovamento che la primavera porterà con sé. Il nome stesso del mese, "februare", significa infatti "purificare", e non è una semplice parola, ma un'intera filosofia di vita trasmessa attraverso i secoli.

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