Mezzo milione per portare i disabili in spiaggia. Alghero incassa, ora si facciano le pedane

La Regione stacca l’assegno per il progetto "Spiagge Facili". Di Nolfo: «L’accessibilità non è un optional». Tre i lidi coinvolti: Lido, Mugoni e Fertilia. Un atto di civiltà (e di buon senso economico)

ALGHERO – Ogni tanto, nel mare magnum della burocrazia regionale dove i denari pubblici spesso si perdono in rivoli e sagre, spunta una notizia di semplice buon senso. La Regione ha deciso di stanziare 500 mila euro per permettere a chi sta in carrozzina di andare al mare come tutti gli altri cristiani. Destinataria dell'assegno è Alghero, che ha vinto il bando e ora dovrà trasformare la carta in legno e cemento. A darne notizia, con legittima soddisfazione, è il consigliere regionale algherese Valdo Di Nolfo.

I fatti: dove si faranno i lavori Lasciamo da parte i paroloni come "implementazione" e "sinergia" e andiamo al sodo. Con questi quattrini si interverrà su tre arenili: uno al Lido, uno nella pineta di Mugoni e uno nella zona del Palazzo dei Congressi. Su quest'ultimo punto c'è una postilla di buon senso: l'idea è di realizzarlo il più vicino possibile a Fertilia, verso il Calich, per garantire servizi veri e non una cattedrale nel deserto.

Cosa si farà? Cose semplici, che altrove sono la norma: percorsi piatti e solidi per arrivare fino alla battigia senza affondare nella sabbia, piattaforme per entrare in acqua, bagni degni di questo nome.

La politica Di Nolfo rivendica la paternità politica dell'iniziativa: «Ho voluto con forza il bando regionale che ha reso possibile questo progetto, perché credo fermamente che l’accessibilità sia un diritto e non un optional». Ha ragione. E aggiunge che questo finanziamento pone la Sardegna «all’avanguardia». Su questo, permetteteci, sospendiamo il giudizio finché non vedremo l'opera finita. Per ora registriamo che Alghero è arrivata prima tra le candidature di 18 comuni. Un plauso all'amministrazione locale per aver saputo scrivere il progetto, cosa non scontata di questi tempi.

La sfida Ora la palla passa al Comune. Avere i soldi è metà dell'opera, l'altra metà è spenderli bene e presto. «Spiagge Facili» non deve rimanere uno slogan da campagna elettorale. Le associazioni gestiranno gli spazi, e questa è una garanzia migliore di quella pubblica. Ma vigileremo. Perché in un mondo normale, andare al mare non dovrebbe essere un'avventura per nessuno.

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