Monte Carru e il mistero delle opere "fantasma". Cocco (FdI): «Il Comune ha comprato a scatola chiusa?»

Cortocircuito burocratico: a giugno l'Aula vota l'acquisizione di impianti definiti "collaudati", a gennaio il Tribunale dice che la società deve ancora finirli. L'interrogazione di Fratelli d'Italia: «Chi paga se le carte non dicono il vero?»

ALGHERO – C’è un vecchio detto che recita: la mano destra non sa quello che fa la sinistra. Ad Alghero, pare che la mano amministrativa (il Comune) non sapesse quello che vedeva l’occhio giudiziario (il Tribunale). La vicenda di Monte Carru si arricchisce di un nuovo capitolo che rischia di trasformare una questione urbanistica in un pasticcio contabile e legale.

A sollevare il velo su questa commedia degli equivoci è Alessandro Cocco, capogruppo di Fratelli d’Italia. Con un’interrogazione che ha il sapore della messa in mora, l’esponente di opposizione mette in fila due fatti che, a logica, non possono stare insieme.

Il fatto numero uno. Nel giugno del 2025, il Consiglio comunale di Alghero approva la delibera n. 55. Con quell’atto, l’Ente pubblico acquisisce le opere di urbanizzazione (strade, fogne, rete idrica) della lottizzazione Monte Carru. Nelle carte si legge che quelle opere sono «già realizzate, collaudate e perfettamente funzionanti». Tutto bene, dunque? Nemmeno per sogno.

Il fatto numero due. Pochi giorni fa, il 13 gennaio 2026, il Tribunale di Sassari emette un provvedimento in cui scrive, nero su bianco, che la società lottizzante (la Botticelli Immobiliare) ha l'obbligo di farsi carico «di tutti gli adempimenti necessari» per l'agibilità, «compresi quelli relativi alla rete idrica». E il giudice detta la linea temporale: prima il privato finisce i lavori, poi il Comune verifica, e solo alla fine acquisisce.

La domanda scomoda Qui scatta la domanda di Cocco, semplice e tagliente: se il giudice dice che i lavori vanno ancora finiti e verificati, come ha fatto il Comune ad acquisirli sei mesi fa dichiarandoli "collaudati"? «Riteniamo doveroso fare piena chiarezza per tutelare i cittadini», dichiara il capogruppo di FdI. Perché se le opere non sono finite, l'agibilità delle case rischia di essere carta straccia. E se il Comune si è preso in carico impianti incompleti, ha scaricato sulle spalle dei contribuenti un onere che spettava al privato.

I rischi per chi ha votato L’interrogazione di Cocco non si ferma alla polemica politica, ma entra nel campo minato della responsabilità erariale. Chiede al Sindaco e agli uffici se «possano configurarsi profili di responsabilità, anche solo potenziale, in capo ai consiglieri comunali che hanno votato la deliberazione sulla base di un quadro istruttorio che il giudice civile ha rimesso in discussione». In parole povere: chi ha certificato che era tutto a posto, se a posto non era? E chi pagherà il conto se l'iter saltasse?

Tutelare i residenti Al centro, come sempre, ci sono le famiglie di Monte Carru e Vista Blu, ostaggi di questo rimpallo. «L’interrogazione nasce con uno spirito chiaro: difendere i cittadini», conclude Cocco. La sensazione è che qualcuno abbia avuto troppa fretta di chiudere la pratica, forse dimenticando che in amministrazione la fretta è cattiva consigliera, ma ottima alleata degli avvocati. Ora l'Amministrazione dovrà spiegare se ha comprato una scatola vuota o se il Tribunale ha preso un abbaglio. Tertium non datur.

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