C'è un filo testardo che unisce le sponde del Mediterraneo, legando idealmente la nostra Alghero ai cugini d'oltremare. È la lingua catalana, un'eredità storica che qui nella Riviera del Corallo è da sempre materia di identità, di tutela e, non di rado, di accesi dibattiti. Questa volta, però, l'occasione per parlarne ci offre una prospettiva diversa, che ha il sapore di una vera e propria lezione di sopravvivenza culturale.
Martedì 14 aprile, alle ore 18:30, la città si fa palcoscenico per l'"Any Bressola", l'anno di celebrazioni dedicato al mezzo secolo di vita di una delle istituzioni più interessanti del panorama educativo europeo: la rete scolastica "La Bressola" (termine che in catalano significa, non a caso, "la culla").
Per i non addetti ai lavori, occorre subito chiarire le coordinate geografiche di questa realtà. Queste scuole non si trovano in Spagna, bensì nella cosiddetta Catalogna del Nord, ovvero quel lembo di territorio storicamente catalano che oggi ricade sotto i confini dello Stato francese. Un dettaglio non da poco, se si considera che la Francia è per sua natura costituzionale e storica un Paese rigidamente centralista, poco incline a fare sconti alle proprie minoranze linguistiche.
Da cinquant'anni, sfidando le consuetudini di Parigi, la Bressola porta avanti un modello educativo basato sulla pura "immersione linguistica". I bambini, fin dai primi passi scolastici, studiano, giocano e vivono interamente in catalano. Un esperimento di successo, diventato un caso di studio a livello europeo, promosso dall'associazione Amics de la Bressola e dalla Generalitat de Catalunya (il governo autonomo di Barcellona), che ha deciso di portarne l'esempio in tour.
La scelta di Alghero come tappa di questo circuito internazionale rientra in quella naturale continuità di relazioni istituzionali che la città coltiva da decenni. Ad aprire il confronto sul valore dell'educazione come argine all'omologazione culturale saranno Gustau Navarro, responsabile dell'Ufficio della Generalitat ad Alghero, e il vice-sindaco della città, Francesco Marinaro.
Il cuore della conferenza sarà invece affidato a chi questa trincea educativa la vive quotidianamente sul campo. Interverranno Geoffroy Lourdou, presidente degli Amics de la Bressola, Aleix Andreu, commissario del governo catalano per l'anniversario, e Alícia Garcia, docente e direttrice del Collegio La Bressola di Mas Rosselló. Saranno loro a spiegare i meccanismi di un impatto sociale che parte dai banchi di scuola e arriva alle famiglie.
E poiché la lingua vive soprattutto nel suono, l'incontro (aperto al pubblico) si chiuderà con la musica. Il sigillo alla serata lo metterà la Coral Mans Manetes, diretta da Claudio Gabriel Sanna, con una breve esibizione che fa da preludio a un traguardo importante. Il coro algherese, infatti, si prepara a varcare nuovamente il mare: il prossimo 25 aprile sarà a Barcellona, ospite del rinomato festival Barnasants al Teatro del C.A.T., per presentare il nuovo disco "Anem anem anant". La dimostrazione pratica di come un idioma minoritario, se coltivato con ostinazione, continui a viaggiare senza curarsi delle frontiere.