Alghero straripante a Campanedda: tennistico 6-1 e record frantumati per l'undici di Giorico

Signori e signori, tenetevi forte, perché quello che abbiamo visto sul prato di Campanedda è onnipotenza calcistica. Un Alghero marziano travolge i padroni di casa con un perentorio 6-1 in trasferta e disintegra ogni limite umano e statistico del Girone B di Promozione. E badate bene, la dea Eupalla aveva provato a mischiare le carte a inizio gara, illudendo i locali con una prodezza d'altri tempi.

Ma andiamo con ordine, perché il film della partita viaggia fin da subito a ritmi da cardiopalmo. Pronti, via, e Scognamillo si divora la rete del vantaggio a tu per tu con il portiere Rais, calciando debolmente col mancino. Gol sbagliato, gol subìto: è la legge non scritta del calcio. Doukar s'inventa una rovesciata da cineteca su un cross piovuto dalla destra e fa esplodere il Campanedda. Un gesto atletico stupendo, roba da stropicciarsi gli occhi.

Ma se c'è una cosa che non si deve fare con questo Alghero, è stuzzicare il can che dorme. La reazione dei ragazzi di mister Giorico è un uragano. Virdis, sgroppando sulla corsia di destra come un corsiero di razza, pennella un pallone divino: Scognamillo capisce tutto, taglia sul primo palo bruciando la retroguardia e scaraventa la sfera sotto il sette. È 1-1. Neanche il tempo di riorganizzarsi e Roccuzzo tira fuori dal cilindro la magia: palla al limite dell'area, salta l'uomo secco e fa partire un destro a giro sul secondo palo che bacia la rete. Sorpasso servito in un amen.

L'undici catalano adesso vola sulle ali dell'entusiasmo. Dopo un pregevole scambio Milia-Marcangeli che sfiora il palo, e una clamorosa traversa colpita di testa dal solito Scognamillo, il tris arriva con un'azione corale da manuale del calcio: Virdis allarga, Scognamillo mette in mezzo dalla sinistra e Marcangeli, coordinandosi al volo, fulmina il portiere per l'1-3. Prima del tè caldo c'è spazio anche per il poker: miracolo di Rais su Scognamillo, calcio d'angolo, e nella classica mischia da pallottoliere sbuca il difensore Pinna che cala il 4-1.

Nella ripresa, il copione della pugna non cambia. L'Alghero gestisce i ritmi con la saggezza dei forti e affonda i colpi con chirurgica freddezza. Marcangeli si veste da rifinitore e serve Marras, che si gira in un fazzoletto d'area e timbra l'1-5. Il punto esclamativo lo mette ancora lui, Marras, che di testa approfitta di un'uscita a farfalle dell'estremo difensore avversario e deposita in fondo al sacco a porta sguarnita il definitivo 6-1 (con tanto di rete annullata per offside a Barboza nel finale).

Ma attenzione, perché al netto della gara, i numeri complessivi di questa stagione sono roba da far impallidire gli annali. Quando mancano ancora due giornate al termine del campionato, la corazzata giallorossa ha sgretolato tutti i record assoluti precedentemente detenuti dal Monastir: 90 punti in classifica (superati gli 86 del vecchio primato), 29 vittorie stagionali (battute le 26) e la bellezza clamorosa di 104 reti messe a segno (contro le 103 precedenti). Un rullo compressore inarrestabile. E la nota più nobile, forse, è l'imponente lavoro svolto sul vivaio: ben 14 fuoriquota lanciati nella mischia nel corso del torneo. Un dato straordinario, ineguagliato dalle concorrenti, che certifica la bontà granitica del progetto Alghero.

Chapeau. Abbiamo finito gli aggettivi.

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