Perreux si sveglia con quel silenzio nervoso che precede le prove
contro il tempo, quando la strada è ancora vuota e già si misura con
lo sguardo. I 28,4 chilometri del circuito non sono il nastro piatto
che il termine cronosquadre lascia immaginare: due ascese
morbide nella prima metà, una discesa tecnica nel mezzo, e
soprattutto lo strappo che impenna nell'ultimo tratto, quello che
separa chi ha conservato benzina da chi ha speso tutto troppo
presto. Tempi presi sul primo uomo di ogni formazione, distacchi
calcolati individualmente: la regola della Parigi-Nizza e del prossimo
Tour, quella che premia la coesione e castiga chi resta solo. Si
parte in ordine inverso di classifica, dal Team Picnic PostNL alle
15:05 fino alla EF Education-EasyPost del leader Alex Baudin
all'ultimo lancio. Il vento è leggero, la luce piena. Diego Pescador,
fra i ritirati di giornata in casa Movistar, è il nome che manca
all'appello già al foglio del mattino.
Le prime formazioni servono da metronomo. Lotto Intermarché fissa
un riferimento che NSN Cycling Team e Picnic PostNL si
scambiano per pochi centesimi, numeri destinati a evaporare
appena entrano in pista i treni veri.
Il primo a cambiare passo è il
Team Jayco AlUla, che al rilevamento dei nove chilometri scende
sotto tutti, poi confermato dal nucleo australiano che ai 15,8 vola
sotto i ventuno minuti. Dura un soffio. Perché dietro arriva la
Bahrain Victorious di Santiago Buitrago, più rapida a entrambi gli
intermedi, e per un lungo tratto la giornata sembra ridursi a un
duello fra queste due.
È qui che lo strappo finale mostra i denti. Buitrago si ritrova solo
verso il traguardo, il treno alle sue spalle sfilacciato, e quella rampa
che a inizio prova pareva un dettaglio si trasforma in un giudice
severo. Il colombiano paga proprio nel finale, getta via i secondi
guadagnati e chiude alle spalle di Jayco, che resta a comandare
l'arrivo provvisorio. Lezione della disciplina: nessuno alza le braccia
prima della linea, perché la linea, oggi, ribalta.
Poi comincia la sfilata delle grandi, e ogni treno abbassa l'asticella.
TotalEnergies e Cofidis costruiscono prove ordinate, quest'ultima
nonostante Emanuel Buchmann staccato prima dei nove chilometri
e poi rientrato con pazienza. Movistar e UAE Team Emirates XRG
si alternano in testa ai parziali, Lidl-Trek mette il muso davanti e lo
tiene, prima formazione a scendere sotto i trentatré minuti e mezzo
all'arrivo con un margine netto. Sembra il tempo da battere. Lo è
per pochi minuti.
Perché la Netcompany INEOS entra in pista e disegna un'altra
corsa. Dieci minuti e quaranta al primo intermedio, venti secondi
tondi su Lidl al secondo: una voragine. Il treno di Kévin Vauquelin e
Oscar Onley macina la strada come se il vento non esistesse, e
nemmeno il problema alla catena che costringe Onley a rallentare,
con la squadra che lo attende e poi riparte, basta a spezzare il
ritmo. INEOS chiude in 33:01.78, media superiore ai 51,5 chilometri
orari, ventidue secondi rifilati a Lidl-Trek. Adesso il tempo da battere
ha un altro peso.
Restano due lance in canna, e una porta il nome che pesa di più. Il
Team Visma | Lease a Bike viaggia incollato a INEOS a ogni
rilevamento, a una manciata di secondi, pur avendo perso per
strada Wout van Aert e Ben Tulett. Significa che la locomotiva è
un'altra, ed è quella di Matteo Jorgenson, che sull'ultimo tratto trova
i metri che mancavano. La Visma taglia in 32:52.17, media di
51,805 chilometri orari, miglior tempo di giornata e vittoria di tappa
per nove secondi sulla INEOS.
Una prova maiuscola, costruita sulla
potenza dell'americano quando il gruppo si era già ridotto all'osso.
Manca solo la EF di Baudin, e con lei il verdetto della maglia. Il
leader non si nasconde: terza forza assoluta a entrambi gli
intermedi, recupera anzi qualche secondo nel tratto centrale, segno
di una crono vera e non difensiva. EF chiude terza a poco meno di
trenta secondi dalla Visma, e i conti tornano dove la matematica li
aveva indirizzati. Baudin conserva il giallo per dodici secondi sui
due uomini INEOS, Vauquelin e Onley appaiati alle sue spalle. La
catena di Onley gli costa il sorpasso, non il podio della generale:
resta terzo per pochi centesimi dietro al compagno.
La classifica esce stravolta nelle posizioni di rincalzo, con tre uomini
Visma fra i primi nove e gli scalatori puri ridimensionati dalla prova
contro il tempo. Léo Bisiaux, quarto alla vigilia, scivola fuori dai
primi dieci. La maglia bianca la indossa Vauquelin, secondo fra i
giovani alle spalle di Baudin che veste già la gialla: lo stesso uomo
che lo insidia in classifica porta il simbolo dei migliori under.
Raisberg resta in verde, Braz Afonso difende i pois. Sabato la corsa
cambia volto e si arrampica, e allora si vedrà se questi dodici
secondi saranno bastati o se Perreux avrà soltanto rinviato il conto.
ORDINE D'ARRIVO
1. Team Visma | Lease a Bike 32:52.17
2. Netcompany INEOS +9.61"
3. EF Education-EasyPost +29.41"
4. Lidl-Trek +32.41"
5. Red Bull-BORA-hansgrohe +40.83"
6. Decathlon CMA CGM +45.60"
7. Movistar Team +52.12"
8. Team Jayco AlUla +54.39"
9. UAE Team Emirates XRG +1:01.49"
10. Bahrain Victorious +1:05.98"
CLASSIFICA GENERALE
1. Alex Baudin (EF Education-EasyPost) 10:01:01
2. Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS) +0:12"
3. Oscar Onley (Netcompany INEOS) +0:12"
4. Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike) +0:15"
5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +0:47"
6. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +0:47"
7. Jørgen Nordhagen (Team Visma | Lease a Bike) +0:50"
8. Maxim Van Gils (Red Bull-BORA-hansgrohe) +0:56"
9. Bruno Armirail (Team Visma | Lease a Bike) +0:57"
10. Carlos Rodríguez (Netcompany INEOS) +0:57"