Divorzio anticipato tra il Cagliari ed il capo del settore giovanile, Bernardo Mereu: l'accordo scadrà il 30 giugno invece che nel 2027. Finisce la gestione che ha lanciato Obert e altri giovani della “cantera”.

  Un altro addio di peso scuote i quadri dirigenziali del Cagliari Calcio. Dopo i recenti scossoni in prima squadra, la rivoluzione societaria avviata dal presidente Tommaso Giulini tocca in modo profondo anche le fondamenta del club: il settore giovanile. Con una decisione che segna la fine di un'epoca, Bernardo Mereu si appresta a lasciare l'incarico di direttore tecnico del vivaio rossoblù. La separazione ufficiale diventerà effettiva il prossimo 30 giugno, data in cui si consumerà la rescissione consensuale del contratto che sarebbe dovuto scadere naturalmente nel 2027. Un addio anticipato di dodici mesi che priva la società di una delle figure più iconiche e radicate del pallone sardo. Sessantacinque anni, algherese di nascita, ma con il cuore a Triei, Mereu saluta Asseminello dopo anni di lavoro certosino, lasciando dietro di sé un'eredità tecnica e organizzativa di primissimo livello. Sotto la sua sapiente regia, la “cantera” del Cagliari ha affinato i propri “radar” sul territorio, trasformandosi in una vera e propria fabbrica di talenti pronti per il calcio dei grandi. I frutti più evidenti di questa programmazione portano i nomi di Adam Obert, ormai punto fermo anche della Nazionale slovacca, ma anche dei promettenti Idrissi, Trepy e Mendy, tutti profili scovati, svezzati nel settore giovanile e capaci di completare la trafila fino al debutto sul palcoscenico della Serie A.

  Una filosofia, quella di Mereu, da sempre incentrata sulla valorizzazione delle risorse locali e sullo “scouting” a chilometro zero. Quello tra Bernardo Mereu e il calcio sardo è un legame viscerale che affonda le radici ben prima del suo sbarco nella dirigenza del Cagliari. Da allenatore e uomo di calcio ha scritto pagine indelebili della storia sportiva dell'isola, lasciando un'impronta profonda sulle panchine di piazze storiche come Torres e Olbia, sempre con lo stesso comune denominatore: lanciare i giovani del posto. Tifoso accanito del Cagliari prima ancora che professionista, Mereu in passato sfiorò persino la panchina della prima squadra ai tempi della sua miracolosa epopea alla guida del La Palma Cagliari, in un momento di transizione societaria. Sebbene i dettagli e le motivazioni profonde di questa rottura anticipata rimangano ancora avvolti nel massimo riserbo, la scelta di interrompere il matrimonio non sarebbe figlia degli ultimi caldi movimenti di mercato. I beninformati giurano infatti che lo strappo decisivo sia maturato già alla fine dello scorso aprile. Nonostante i ripetuti attestati di stima pubblica incassati nel tempo da parte del patron Tommaso Giulini, Mereu ha preferito fare un passo indietro prima che la società ridisegnasse l'organigramma estivo. Per fare totale luce sulle ragioni del divorzio bisognerà attendere i primi di luglio, quando il legame formale sarà definitivamente sciolto, ma una cosa è certa: da oggi il Cagliari perde un pezzo importante della propria anima sarda.

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