Sopra Culoz il Grand Colombier mostra il suo versante più cattivo,
8,5 km al 10% che aspettano in fondo a una giornata di 133,6
chilometri tutta sali e scendi. È la seconda delle tre frazioni alpine,
quella che dovrebbe rimettere in fila i conti dopo che la fuga del
giorno prima ha consegnato il primato a Luke Tuckwell. Ma prima
ancora di muovere una pedalata, la corsa conta i suoi vuoti.
Il foglio firma è un bollettino. Tredici uomini non rispondono
all'appello, quasi tutti piegati dai virus che girano nel gruppo da
giorni: la Picnic PostNL ne perde tre in un colpo solo, Cofidis e
Visma | Lease a Bike due a testa, e con loro restano a casa nomi
pesanti come Ben Healy, Oscar Onley e João Almeida. Il preludio è
poi quasi una beffa: nel trasferimento verso il chilometro zero
finiscono a terra Alex Díaz, Gal Glivar e Daniel Felipe Martínez. Il
via ufficiale viene rinviato, Glivar riparte e si arrende quasi subito,
Martínez si fa medicare e rientra. Quando finalmente la bandiera
cala, in gara sono rimasti in centoquattordici.
Si sale immediatamente, sul Col du Banchet, e davanti è un fiorire
di tentativi: Kévin Vauquelin, Valentin Paret-Peintre, Ben Tulett e
soprattutto Clément Braz Afonso, che fa incetta di scollinamenti e
blinda la maglia a pois. Il gruppo però non concede niente,
riassorbe ogni spunto. Sulla Côte de Saint-Maurice-de-Rotherens
una caduta in mezzo al plotone coinvolge anche Braz Afonso.
E qui la corsa si ferma per davvero. Dopo lo scollinamento la giuria
annuncia la neutralizzazione: la discesa è sporca di ghiaia, troppo
rischiosa per scendere a tutta. I corridori procedono ad andatura
controllata, i pochi battistrada di giornata tengono un margine ormai
simbolico, e al chilometro 30, a -104,5 km, viene dato un secondo
via.
È in quel momento che la giornata di Paul Seixas rischia di
spezzarsi. Appena ripresa la corsa il francese finisce a terra. Si
rialza con ferite a gomito, ginocchio e fianco, e si ritrova fino a quasi
4' dal plotone. Comincia un inseguimento lunghissimo, e la
Decathlon CMA CGM si fa muro intorno al suo capitano: Daan
Hoole, Stefan Bissegger, Nicolas Prodhomme, Aurélien Paret-
Peintre e soprattutto un instancabile Léo Bisiaux si alternano a
tirare per riportarlo. Dopo oltre sessanta chilometri di rincorsa,
Seixas rientra. È la pagina più bella della giornata, una squadra che
si riprende il suo uomo pezzo dopo pezzo.
Davanti, intanto, prende corpo una fuga numerosa che sui Lacets
du Grand Colombier comincia a sfoltirsi. Sul Col de Richemond
transita per primo Clément Berthet, mentre al traguardo volante di
Chanay passa davanti Laurens De Plus. La giornata continua però
a mietere: si ritirano Samuel Watson e Mathieu Kockelmann, e
Santiago Buitrago, dolorante per la caduta del giorno prima, perde
contatto e scivola indietro. Sono spunti, quelli della fuga, destinati a
spegnersi: la corsa è nervosa per tutto il giorno e nessuno viene
lasciato andare. Nella discesa che porta ai piedi del Grand
Colombier l'ultima fuga è ripresa.
Ai piedi della salita decisiva comanda la Lidl-Trek, e il ritmo fa male
da subito. Tuckwell perde contatto, con Seixas accanto, mentre
Guillaume Martin scivola via di netto. A -6,5 km la prima stoccata è
di Juan Ayuso: lo spagnolo scatta, si libera e va a prendersi la corsa
in solitaria. Dietro si forma il gruppetto dei migliori, con Matteo
Jorgenson, Cian Uijtdebroeks, Tobias Halland Johannessen e Isaac
Del Toro, ma è il messicano a scegliere il momento giusto.
Prende
l'iniziativa, stacca a uno a uno i compagni di fatica e parte
all'inseguimento di Ayuso.
Lo riprende quando mancano poco più di 2 km, e non si accontenta
di rientrare: rilancia da seduto, con quella pedalata agile, e lo
spagnolo non ha più gambe per restargli a ruota. Del Toro si invola
verso la vetta e taglia il traguardo con il pugno serrato, prima di
concedersi il suo inchino. Ayuso salva il secondo posto a 24",
Johannessen completa il podio a 38". Jorgenson e Uijtdebroeks
arrivano insieme, Skjelmose stacca Seixas nell'ultimo chilometro,
ma il francese, ferito e reduce dalla lunghissima rincorsa, riesce
comunque a limitare i danni. Tuckwell sale con il fiato corto ma
arriva in tempo: la maglia di leader resta sulle sue spalle per una
manciata di secondi.
Una giornata da bollettino, cominciata con tredici assenti e
proseguita tra cadute, forature e ritiri, consegna comunque un
vincitore netto e un finale vero. Resta un'ultima tappa, l'arrivo in
quota al Plateau de Solaison, con Tuckwell davanti a Jorgenson per
42".
Ordine d'arrivo (primi dieci):
1. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) 3:41:41
2. Juan Ayuso (Lidl-Trek) 24"
3. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) 38"
4. Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike) 41"
5. Cian Uijtdebroeks (Movistar) 41"
6. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) 1'17"
7. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) 1'21"
8. Cristián Rodríguez (XDS Astana) 2'29"
9. José Félix Parra (Caja Rural-Seguros RGA) 2'31"
10. Jan Castellón (Caja Rural-Seguros RGA) 2'33"
Classifica generale (primi dieci):
1. Luke Tuckwell (Red Bull-Bora-Hansgrohe) 25:59:09
2. Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike) 42"
3. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) 49"
4. Juan Ayuso (Lidl-Trek) 1'06"
5. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) 1'33"
6. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) 1'54"
7. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) 1'59"
8. Cian Uijtdebroeks (Movistar) 2'17"
9. Cristián Rodríguez (XDS Astana) 2'33"
10. José Félix Parra (Caja Rural-Seguros RGA) 3'02"