7ª Tappa Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 - L'inchino di Del Toro sul Grand Colombier, Tuckwell salva la maglia

  Sopra Culoz il Grand Colombier mostra il suo versante più cattivo, 8,5 km al 10% che aspettano in fondo a una giornata di 133,6 chilometri tutta sali e scendi. È la seconda delle tre frazioni alpine, quella che dovrebbe rimettere in fila i conti dopo che la fuga del giorno prima ha consegnato il primato a Luke Tuckwell. Ma prima ancora di muovere una pedalata, la corsa conta i suoi vuoti. Il foglio firma è un bollettino. Tredici uomini non rispondono all'appello, quasi tutti piegati dai virus che girano nel gruppo da giorni: la Picnic PostNL ne perde tre in un colpo solo, Cofidis e Visma | Lease a Bike due a testa, e con loro restano a casa nomi pesanti come Ben Healy, Oscar Onley e João Almeida. Il preludio è poi quasi una beffa: nel trasferimento verso il chilometro zero finiscono a terra Alex Díaz, Gal Glivar e Daniel Felipe Martínez. Il via ufficiale viene rinviato, Glivar riparte e si arrende quasi subito, Martínez si fa medicare e rientra. Quando finalmente la bandiera cala, in gara sono rimasti in centoquattordici.

  Si sale immediatamente, sul Col du Banchet, e davanti è un fiorire di tentativi: Kévin Vauquelin, Valentin Paret-Peintre, Ben Tulett e soprattutto Clément Braz Afonso, che fa incetta di scollinamenti e blinda la maglia a pois. Il gruppo però non concede niente, riassorbe ogni spunto. Sulla Côte de Saint-Maurice-de-Rotherens una caduta in mezzo al plotone coinvolge anche Braz Afonso. E qui la corsa si ferma per davvero. Dopo lo scollinamento la giuria annuncia la neutralizzazione: la discesa è sporca di ghiaia, troppo rischiosa per scendere a tutta. I corridori procedono ad andatura controllata, i pochi battistrada di giornata tengono un margine ormai simbolico, e al chilometro 30, a -104,5 km, viene dato un secondo via. È in quel momento che la giornata di Paul Seixas rischia di spezzarsi. Appena ripresa la corsa il francese finisce a terra. Si rialza con ferite a gomito, ginocchio e fianco, e si ritrova fino a quasi 4' dal plotone. Comincia un inseguimento lunghissimo, e la Decathlon CMA CGM si fa muro intorno al suo capitano: Daan Hoole, Stefan Bissegger, Nicolas Prodhomme, Aurélien Paret- Peintre e soprattutto un instancabile Léo Bisiaux si alternano a tirare per riportarlo. Dopo oltre sessanta chilometri di rincorsa, Seixas rientra. È la pagina più bella della giornata, una squadra che si riprende il suo uomo pezzo dopo pezzo. Davanti, intanto, prende corpo una fuga numerosa che sui Lacets du Grand Colombier comincia a sfoltirsi. Sul Col de Richemond transita per primo Clément Berthet, mentre al traguardo volante di Chanay passa davanti Laurens De Plus. La giornata continua però a mietere: si ritirano Samuel Watson e Mathieu Kockelmann, e Santiago Buitrago, dolorante per la caduta del giorno prima, perde contatto e scivola indietro. Sono spunti, quelli della fuga, destinati a spegnersi: la corsa è nervosa per tutto il giorno e nessuno viene lasciato andare. Nella discesa che porta ai piedi del Grand Colombier l'ultima fuga è ripresa. Ai piedi della salita decisiva comanda la Lidl-Trek, e il ritmo fa male da subito. Tuckwell perde contatto, con Seixas accanto, mentre Guillaume Martin scivola via di netto. A -6,5 km la prima stoccata è di Juan Ayuso: lo spagnolo scatta, si libera e va a prendersi la corsa in solitaria. Dietro si forma il gruppetto dei migliori, con Matteo Jorgenson, Cian Uijtdebroeks, Tobias Halland Johannessen e Isaac Del Toro, ma è il messicano a scegliere il momento giusto.

Prende l'iniziativa, stacca a uno a uno i compagni di fatica e parte all'inseguimento di Ayuso. Lo riprende quando mancano poco più di 2 km, e non si accontenta di rientrare: rilancia da seduto, con quella pedalata agile, e lo spagnolo non ha più gambe per restargli a ruota. Del Toro si invola verso la vetta e taglia il traguardo con il pugno serrato, prima di concedersi il suo inchino. Ayuso salva il secondo posto a 24", Johannessen completa il podio a 38". Jorgenson e Uijtdebroeks arrivano insieme, Skjelmose stacca Seixas nell'ultimo chilometro, ma il francese, ferito e reduce dalla lunghissima rincorsa, riesce comunque a limitare i danni. Tuckwell sale con il fiato corto ma arriva in tempo: la maglia di leader resta sulle sue spalle per una manciata di secondi. Una giornata da bollettino, cominciata con tredici assenti e proseguita tra cadute, forature e ritiri, consegna comunque un vincitore netto e un finale vero. Resta un'ultima tappa, l'arrivo in quota al Plateau de Solaison, con Tuckwell davanti a Jorgenson per 42".

Ordine d'arrivo (primi dieci): 1. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) 3:41:41 2. Juan Ayuso (Lidl-Trek) 24" 3. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) 38" 4. Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike) 41" 5. Cian Uijtdebroeks (Movistar) 41" 6. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) 1'17" 7. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) 1'21" 8. Cristián Rodríguez (XDS Astana) 2'29" 9. José Félix Parra (Caja Rural-Seguros RGA) 2'31" 10. Jan Castellón (Caja Rural-Seguros RGA) 2'33"

Classifica generale (primi dieci): 1. Luke Tuckwell (Red Bull-Bora-Hansgrohe) 25:59:09 2. Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike) 42" 3. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) 49" 4. Juan Ayuso (Lidl-Trek) 1'06" 5. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) 1'33" 6. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) 1'54" 7. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) 1'59" 8. Cian Uijtdebroeks (Movistar) 2'17" 9. Cristián Rodríguez (XDS Astana) 2'33" 10. José Félix Parra (Caja Rural-Seguros RGA) 3'02"

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