4ª Tappa Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 – Simmons brucia la fuga a Montrond, i velocisti beffati per un soffio

A Le Puy-en-Velay il mattino sa già di battaglia. La città aggrappata ai suoi picchi vulcanici saluta il gruppo e gli mette subito la strada in salita, perché la quarta tappa non concede preamboli: sei asperità ammucchiate nei primi due terzi, una sgroppata continua fino a quota milleduecento, e solo dopo la lunga discesa che spiana verso la piana del Forez e i trentacinque chilometri finali, dritti come un righello fino a Montrond-les-Bains. È terreno da fuggitivi, e lo è ancora di più con quel vento da nord che soffia in faccia per quasi tutto il giorno e rende faticosa ogni rincorsa. Chi sogna l'arrivo da lontano sa che oggi la giornata può ascoltarlo. Il via ufficiale arriva alle 13:22, dopo un trasferimento già segnato dalla caduta di Baptiste Veistroffer, costretto a cambiare bici prima ancora di cominciare. Sono in 145 al km zero, manca Ivo Oliveira, non partito. La tensione dei primi chilometri fa subito i capricci: a - 161,9 km finiscono a terra Mauri Vansevenant e Thibault Guernalec, per fortuna senza conseguenze, rapidamente di nuovo in sella. Sul Col de la Croix de l'Arbre, primo strappo di giornata, la corsa si accende. Una trentina di uomini prova a scucirsi dal plotone, Marco Frigo passa per primo in vetta, ma il gruppo non regala nulla e richiude. È il copione della prima ora: attacchi a raffica, tutti riassorbiti, mentre la media schizza oltre i quaranta all'ora. Al traguardo volante di Arlanc si fa avanti Nadav Raisberg, che incassa i punti e rinsalda la sua maglia. La mossa buona matura tra la Côte du Temple e la Côte de Chougoirand, e a disegnarla è soprattutto Quinn Simmons, irrequieto, sempre col muso davanti. Da un terzetto nasce via via un drappello di dodici: con l'americano ci sono Samuel Watson, Finn Fisher-Black, Andreas Kron, Pablo Castrillo, Raúl García Pierna, Lars Craps, Jordan Jegat, Matteo Vercher, Jan Castellon, George Bennett e lo stesso Frigo. Alle spalle, mentre Haimar Etxeberria alza bandiera bianca e si ritira, il vantaggio cresce fino a due minuti, finché Visma, Cofidis e Alpecin-Premier Tech si mettono in fila a regolare lo strappo. Là davanti Castellon si traveste da scalatore e fa incetta di vetta: primo a Chougoirand, primo al Col des Limites, primo alla Côte de Lérigneux, primo anche sull'ultimo dente di Roche-en-Forez. Un pomeriggio intero a riempirsi le tasche di punti. Per gli uomini di classifica c'è giusto qualche brivido: Juan Ayuso fora due volte e cambia bici con calma, senza perdere terreno, e rientra senza danni. Poi comincia la discesa e con essa il falsopiano che porta alla pianura, dove la fuga deve giocarsi tutto. Ed è qui che la giornata si fa crudele con chi attacca. A -39,3 km Watson cade e viene inghiottito dal gruppo, mentre Bennett resta fermo per un guasto meccanico: i dodici diventano dieci. Il plotone fiuta il sangue, la Uno-X si distende a tutta, la Bahrain Victorious si porta davanti. Ma a tenere in piedi i battistrada ci pensa proprio quel vento che abbiamo seguito tutto il giorno: girato in coda sul lunghissimo rettilineo conclusivo, regge i fuggitivi e fa annaspare la caccia. Il distacco fa l'altalena, venti secondi, poi tredici, poi nove, mentre a Jegat va il premio di combattivo. Ultimo chilometro, e la fuga ci crede. Castrillo prova ad anticipare, gli altri rispondono. Poi Simmons parte lungo, da finisseur consumato; Fisher-Black tenta di affiancarlo ma non lo prende, e l'americano va a vincere a braccio alzato, il pugno chiuso verso il cielo. Il gruppo arriva con un soffio di ritardo, gabbato: a regolarlo è Wout van Aert, che si prende la volata dei battuti davanti a Bryan Coquard e Phil Bauhaus, undicesimo a corsa già decisa. Vince l'audacia, insomma, e perde il calcolo di chi aspettava la pianura per fare i conti col cronometro. Davanti, intanto, non si muove niente: Alex Baudin resta in giallo, i suoi dodici secondi su Kévin Vauquelin e Oscar Onley restano tutta la storia di una classifica ferma, piatta come la piana che ha consegnato la tappa a chi ha avuto coraggio.

Ordine d'arrivo 1. Quinn Simmons (Lidl-Trek) 3:34:08 2. Finn Fisher-Black (Red Bull-BORA-hansgrohe) s.t. 3. Matteo Vercher (TotalEnergies) s.t. 4. Marco Frigo (NSN Cycling Team) s.t. 5. Raúl García Pierna (Movistar Team) s.t. 6. Andreas Kron (Uno-X Mobility) s.t. 7. Jordan Jegat (TotalEnergies) s.t. 8. Lars Craps (Lotto-Intermarché) s.t. 9. Jan Castellon (Caja Rural-Seguros RGA) s.t. 10. Pablo Castrillo (Movistar Team) 4"

Classifica generale 1. Alex Baudin (EF Education-EasyPost) 13:35:13 2. Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS) 12" 3. Oscar Onley (Netcompany INEOS) 12" 4. Matteo Jorgenson (Team Visma | Lease a Bike) 15" 5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) 47" 6. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) 47" 7. Jørgen Nordhagen (Team Visma | Lease a Bike) 50" 8. Carlos Rodríguez (Netcompany INEOS) 57" 9. Léo Bisiaux (Decathlon CMA CGM Team) 59" 10. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) 1'00"

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