L’Olimpo della vela sale sul Bastione: Cagliari battezza l'America’s Cup in una notte magica.

  C’è un momento preciso in cui lo sport smette di essere soltanto cronaca, numeri e cronometri, e diventa epica. Quel momento è scoccato a Cagliari, quando le note imponenti dell’Orchestra del Teatro Lirico hanno risalito i gradoni di marmo del Bastione di Saint-Remy, fondendosi con il vento del Golfo degli Angeli. Sulla Terrazza Umberto I, sospesa come un ponte tra la storia antica della città e l'orizzonte del mare, si è alzata ufficialmente la tela sulla Louis Vuitton 38ª America's Cup - Regata Preliminare Sardegna. Una cerimonia inaugurale monumentale, che ha trasformato il cuore di Cagliari nell'anfiteatro della vela mondiale. Non è stata una semplice sfilata di atleti. È stato un abbraccio collettivo, un tributo d’altri tempi che la città ha voluto tributare ai "signori del vento".

  Davanti a una folla oceanica di cagliaritani, appassionati arrivati da ogni angolo d’Europa e turisti sbarcati nell'Isola (con gli alberghi cittadini che registrano un sold-out virtuale al 90%), i cinque equipaggi che si contenderanno il trofeo sportivo più antico del mondo hanno sfilato fieri, quasi intimiditi da tanta bellezza. Il protocollo della manifestazione ha lasciato spazio all'emozione pura grazie a una macchina organizzativa impeccabile. Ben 63 elementi dell’Orchestra del Teatro Lirico e un coro di 68 voci, magistralmente diretti dal maestro Cristiano Del Monte, hanno letteralmente fatto vibrare le mura di Castello. Ma il culmine del “pathos” si è raggiunto quando il tenore di fama internazionale, il sardo Francesco Demuro, ha intonato le arie più celebri di Rossini e della tradizione lirica italiana. Una performance da pelle d’oca che ha unito la solennità della grande musica alla maestosità dell’evento sportivo. Sul palco delle autorità, l'orgoglio delle istituzioni è stato tangibile. La presidente della Regione, Alessandra Todde, ha voluto sottolineare la portata globale della manifestazione: "Oggi la Sardegna dimostra di non essere solo una splendida meta turistica, ma una terra capace di accogliere e vincere le sfide tecnologiche e organizzative più complesse del pianeta. Questo mare e questo vento sono la nostra risorsa più grande, e vedere Cagliari al centro del mondo ci riempie di orgoglio". Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, che ha esaltato il legame fra la città e la cultura del mare: "Il Bastione di Saint-Remy è il simbolo della nostra storia e ieri sera ha abbracciato il futuro della vela. Cagliari è diventata una capitale planetaria di questo sport grazie a un lavoro di squadra eccezionale. Siamo pronti a far vivere a cittadini e turisti tre giorni indimenticabili“ Accanto a loro, in un ideale passaggio di testimone verso il futuro della competizione, era presente anche il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, la città che nel 2027 ospiterà l'atto finale di questa straordinaria avventura, a testimonianza di un asse marittimo e culturale che unisce il Paese.

  Se il rispetto e gli applausi scroscianti sono andati agli svizzeri di Alinghi, ai campioni in carica neozelandesi di Emirates Team New Zealand, ai britannici di GB1 e ai francesi di La Roche-Posay, il Bastione è letteralmente esploso quando sono stati chiamati sul palco gli uomini di Luna Rossa Prada Pirelli. Per Cagliari non si tratta di "ospiti". Il team italiano ha stabilito la sua base operativa, scientifica e tecnologica al Molo Ichnusa ormai da oltre dieci anni. Qui i prodieri, i timonieri e i progettisti sono diventati parte del tessuto sociale; qui sono nate famiglie, si sono stabiliti affetti. Visibilmente emozionato dal calore della piazza, lo skipper Max Sirena ha preso il microfono per ringraziare la città: "Per noi correre qui ha un sapore unico. Cagliari non è solo il posto dove ci alleniamo, è la nostra casa. Sentire questo calore, vedere questo affetto sul Bastione ci dà una carica pazzesca. In mare daremo tutto per ripagare questa città che ci ha accolto come figli". L'urlo che ha tributato il Saint-Remy è stato il ringraziamento sincero di una comunità che si sente, a tutti gli effetti, la seconda pelle di Luna Rossa e che spingerà idealmente lo scafo italiano in ogni singola virata.

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