12ª Tappa Giro 2026 - Stoccata nella terra dei Campionissimi, gerarchie ferme

  La frazione che doveva consacrare gli sprinter scivola via dalle dita delle ruote veloci sull'Appennino ligure, e nella patria di Coppi e Girardengo il colpo arriva da chi sa pungolare nel momento giusto. Quando alle 13:19 il chilometro zero rotola sotto le ruote, Imperia è già un'eco lontana e il mare resta a sinistra come un compagno discreto. La carovana imbocca l'entroterra fino a Pieve di Teco, riguadagna la costa, si infila sull'Aurelia e percorre a ritroso i passaggi noti della Classicissima. Sembra l'incipit di una giornata da contemplazione, e invece la prima ora corre alla velocità delle classiche, con la corsa che si frantuma sin dai primi tornanti. Gli scatti si rincorrono sin dal via. Johan Jacobs (Groupama FDJ United) prova per primo, Bayer e García Cortina rispondono, e in pochi minuti la corsa si frantuma in una serie di tentativi che il gruppo riassorbe come un mare che ridepone i sassi sulla riva. Solo a -153 km la composizione si fissa: Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta), Andréa Mifsud (Team Polti VisitMalta), Fredrik Dversnes (Uno X Mobility), Rémi Cavagna (Groupama FDJ United) e lo stesso Jacobs partono con un margine che si stabilizza intorno al minuto e mezzo. Sull'Aurelia che ripete in negativo le immagini di marzo, il drappello vede il plotone a vista per quasi due ore. La Unibet Rose Rockets fa l'andatura per Groenewegen, la Soudal Quick Step ha un uomo davanti a controllare per Magnier, mentre la Visma Lease a Bike si dispone a blocco proprio sulla ruota dei belgi. La Lidl Trek osserva. A -102 km il copione cambia. Sui dentelli che precedono Colle Giovo gli attacchi si moltiplicano e per qualche minuto il plotone vede formarsi davanti un drappello nutrito che sfiora i dieci uomini. La NSN Cycling Team chiude, il Team Polti VisitMalta riapre, e quando la strada inizia a salire restano davanti sei contropiedisti con poco più di un minuto. Sul Giovo, 11,5 chilometri al 4,2% di pendenza media, la Movistar Team replica il copione visto a Cosenza: ritmo duro per Orluis Aular, mani aperte sui rivali. Il primo a pagare è Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM Team) a -73,5 km, dato in giornata storta, e con lui scivola anche Jensen Plowright. A -71,8 cede Dylan Groenewegen. Filippo Ganna (Netcompany Ineos) si sfila in scioltezza, scelta lucida di chi pensa alla giornata che sarà domani. Lorenzo Milesi (Movistar Team) detta il passo, e a poche centinaia di metri dallo scollinamento si stacca anche Jonathan Milan (Lidl Trek), portando con sé Magnier, Van Uden, Mihkels e Vernon.

  Van der Lee (EF Education EasyPost) prende i punti del GPM; Tarozzi aveva incassato quelli del traguardo volante di Stella. In discesa Matteo Sobrero (Lidl Trek) si trasforma in motore solitario, e nel giro di pochi chilometri ricuce il distacco di Milan e Magnier sul gruppo. Sembra rimessa in carreggiata, dura meno di una salita. Sul Bric Berton, 5,5 km al 6% inflitto subito dopo, la NSN Cycling Team rilancia, Magnier perde di nuovo contatto e cede anche Casper van Uden. A -54 km, quando manca un chilometro alla cima, è il turno definitivo di Milan. Sobrero aspetta ancora una volta, ma il gap si scolpisce nei volti. Magnier e Milan scollinano a una quarantina di secondi dalla coda del plotone, e la rincorsa parte già con le gambe pesanti. Il duello a distanza fra inseguitori e gruppo dura mezz'ora. La Movistar Team e poi la EF Education EasyPost stampano l'andatura che rende irrecuperabile il varco. Una caduta di Nicholas Schultz (NSN Cycling Team) non scompone il plotone, una foratura allontana anche Ben Turner, che con Haig prova il rientro disperato. Magnier e Milan, senza più gregari intorno, vedono il distacco oscillare fra il minuto e il minuto e mezzo. A -16,7 km è già epitaffio: ormai impossibile. Al Red Bull KM è la maglia rosa a strappare il primo abbuono. Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) chiude lo sprint davanti a Ben O'Connor (Team Jayco AlUla) e Markel Beloki (EF Education EasyPost), incassando sei secondi che il portoghese aggiunge alla soglia di sicurezza su Vingegaard. Magnier e Milan si rialzano subito dopo, atto di resa fra Pasturana e Novi. A -7,1 km, sullo strappo di Pasturana, scatta Giulio Ciccone (Lidl Trek). L'abruzzese vede la corsa rallentare, prova la jugulare. Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG) rientra a -6,2, Beloki chiude, l'azione si dissolve. Si mette in moto la Visma Lease a Bike a tenere alta l'andatura, dichiarazione di presenza sufficiente a impedire altri tentativi. A -3,1 km esce Alec Segaert (Bahrain Victorious). Lo scatto del belga sembra all'inizio uno strappo a sensazione, di quelli che il plotone neutralizza in mezzo minuto.

  Invece a -2,1 il vantaggio è già di 15", Fabio Van den Bossche (Soudal Quick Step) prova ad allungare ma non aggancia, la Visma si rialza, Milesi e la Tudor Pro Cycling Team provano a organizzarsi, la Uno X Mobility si porta in testa per Sakarias Koller Løland: tutti tardi, troppo tardi. Negli ultimi rettilinei larghi della Città dei Campionissimi, costruiti per la volata, Segaert pedala da solo. Si gira indietro, vede il vuoto cresciuto, cambia la posizione sul manubrio. L'inseguimento si imballa, accumula esitazioni che valgono metri, mentre il belga distribuisce lo sforzo come nelle cronometro. L'ultimo chilometro è una camminata sul filo del traguardo. Segaert taglia la linea con 3" sul gruppo e si concede l'esultanza di chi capisce di aver vinto al Giro: prima il pugno chiuso che picchia sullo stemma della casacca, sopra il cuore, poi le braccia che si spalancano ad ali, entrambi i pugni stretti, la bocca aperta in un grido che il microfono non raccoglie. Dietro Toon Aerts (Lotto Intermarché) regola lo sprint del plotone su Guillermo Silva (XDS Astana Team) ed Ethan Vernon (NSN Cycling Team). Per la Bahrain Victorious è un giovedì di pieni: maglia rosa addosso a Eulálio per l'ottavo giorno consecutivo, ora con 33" su Vingegaard e 2'03" su Arensman terzo, e vittoria di tappa nei rettilinei dove di solito si imponeva chi a Novi Ligure ha lasciato il proprio mito. Coppi correva da queste parti come si torna in cortile, Girardengo qui era nato. La carovana riposa nei rettilinei piemontesi e si congeda dai luoghi dei Campionissimi.

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