Marrubiu – Nella piana del Campidano si è consumato il rito del primo Trofeo di Karate. Un agone che ha richiamato duecento anime, duecento atleti pronti a misurarsi sul tatami con quella disciplina orientale che trasforma la zuffa in arte geometrica.
Dalla Riviera del Corallo è scesa la truppa della Why Company Martial Gym. Diciotto elementi in tutto, un plotone eterogeneo che copre l'intero arco della vita umana: dal virgulto di cinque anni, tenero ma grintoso, al veterano di sessanta, con ancora vivo lo spirito indomito del guerriero.
Il bottino è di quelli che pesano: otto primi posti. Otto medaglie d'oro che luccicano al sole, con quasi tutto il resto della spedizione che è riuscito a salire sul podio. Il dato tecnico, per gli amanti della statistica e del sudore, è ancor più gustoso se si considera l'assenza dei gradi alti. Le cinture nere, i "generali" della palestra algherese, sono rimasti ai box per motivi vari. A Marrubiu ha combattuto la fanteria, le cinture colorate, e non ha fatto rimpiangere i gradi superiori. Anzi, ha tenuto alto il blasone con una prestazione di sostanza e carattere.
Questa, sia chiaro, era solo la scaramuccia prima della battaglia vera. Marzo e aprile serviranno per affilare le lame e oliare i meccanismi in vista del Campionato Regionale di maggio, l'obiettivo grosso della stagione.
Intanto, la truppa è tornata in palestra. Si suda all'istituto IPIA, il lunedì, il mercoledì e il venerdì. Perché le medaglie si vincono in gara, ma si costruiscono nel silenzio dell'allenamento.