La notte di Donyell Malen è quella che l’olandese sognava da un mese. Da quando è arrivato a Roma. Doppietta che stende il Cagliari (2-0) e fa sorridere Francesco Totti, in tribuna col fido Vito Scala e l’amico Vincent Candela, ed esalta il popolo giallorosso. La Roma di Gian Piero Gasperini rimedia dopo la brutta figura di Udine e acchiappa la Juve al quarto posto a quota 46. Il prossimo weekend sarà di fuoco: Inter-Juve e Napoli-Roma. Il Cagliari, dopo tre vittorie e una gran prova col Verona, fa un weekend lunghissimo e si prende una brutta pausa. La squadra di Fabio Pisacane sostanzialmente non gioca. Si chiude e basta, Gasperini mette il lucchetto a Palestra. Il tecnico della Roma vive per attaccare e in questo modo va a nozze. Ma senza mai perdere l’equilibrio perché dietro c’è Ndicka che non permette niente a nessuno. Ma la Roma di stasera incorona Malen che segna i primi gol nel suo stadio, dopo aver timbrato alla prima a Torino. E dà fiducia per il futuro tra campionato ed Europa League.
Gasperini non rischia dal via il nuovo attaccante Zaragoza e schiera ancora Pellegrini e Soulé dietro Malen. In mezzo fiducia a Pisilli che ha riconquistato posizioni.
Pisacane, con tanti assenti, senza più Luperto e con Mina ai box, rivoluziona l’assetto difensivo. Torna Rodriguez e debutta Alberto Dossena, arrivato dal Como nel mercato di riparazione. Non ci sono per infortunio i protagonisti delle baruffe dell’andata: Hermoso e Folorunsho. La partita segue il canovaccio preventivato: Roma all’attacco a cercare la vittoria per agganciare la Juve al quarto posto. Cagliari eccessivamente difensivista. E così si parte con Dossena, in evidente ritardo di condizione, che commette due falli in 5’ e si becca il giallo. Malen vuole farsi amare dall’Olimpico, ma la sua conclusione viene murata da Rodriguez, al 16’ Caprile rischia la frittata: controllo difettoso e salvataggio sulla linea piena. La Roma insiste, è un monologo. Il Cagliari ufficialmente a tre, in realtà a cinque, non riparte mai. Palestra è fermo a difendere su Wesley, Obert non è un quinto, ma un centrale. Soulé calcia fuori a giro, Pisilli trova Caprile e al 25’ Mancini serve Malen che brucia Dossena e infiamma l’Olimpico e Totti in tribuna per l’uno a zero. La Roma non si abbassa, vuol continuare a premere, il Cagliari non mette quasi mai il naso fuori. Solo Adopo tenta qualche ripartenza e Kilicsoy non vede biglia con un Ndicka perfetto. Il finale non dice tanto. Se non per il giallo a Palestra, eccessivo, un contatto con carica di Rodriguez su Pisilli in area e un colpo di testa di Ghilardi che finisce alto. Troppa la differenza nei primi 45’.
Rientrano gli stessi del primo tempo e il copione non cambia. Roma alla ricerca del raddoppio. Ma Gasperini al 12’ accontenta anche il pubblico: dentro lo spagnolo Zaragoza, al debutto in maglia numero 97, e fuori Pellegrini. Pisacane risponde poco dopo togliendo il romano e romanista Mazzitelli e inserendo Sulemana. La Roma è sempre vicina all’area del Cagliari, ma non trova il guizzo o la stoccata decisiva. Ci riesce al 20’ quando Celik fa passare il pallone tra Obert e Rodriguez e ancora Malen anticipa da gran centravanti gli altri centrali del Cagliari. Partita sostanzialmente chiusa anche perché i rossoblù continuano a non giocare. Pisacane, tardivamente, pesca dalla panchina per avere una scossa, inserendo Idrissi e Pavoletti. Al 34’ Sulemana da fuori colpisce la traversa. Ultimo sussulto? No. C’è El Aynaoui che, appena entrato, insieme a Venturino e Arena, impegna Caprile. L’Olimpico canta e aspetta la super sfida di domenica al Maradona col Napoli. Il Cagliari si esibirà ancora di lunedì. Col Lecce in casa e lì dovrà mettersi a giocare.