La sicurezza urbana non è più un affare riservato esclusivamente a chi porta la divisa. Lunedì mattina, nelle stanze della Prefettura di Sassari, lo Stato e i privati hanno deciso di dividersi i compiti per evitare che la notte diventi terra di nessuno. Il Prefetto Grazia La Fauci e il Presidente di Confcommercio Nord Sardegna, Sebastiano Casu, hanno apposto la firma su un protocollo che pesa quanto una legge locale.
L'accordo non è carta straccia per riempire gli archivi, ma recepisce le linee guida ministeriali del gennaio scorso. Il concetto è semplice: il gestore del locale diventa la prima sentinella. Non si chiede di fare lo sceriffo, ma di garantire che il proprio esercizio non sia una zona franca.
Le misure richieste sono pratiche, roba di cacciavite ed elettricista: potenziamento della videosorveglianza interna ed esterna e, soprattutto, miglioramento dell’illuminazione agli ingressi. Più luce c’è, meglio lavorano le Forze dell’Ordine. A questo si aggiunge un "codice etico" per educare al divertimento e la tutela ferrea dei minori, che troppo spesso sono le prime vittime della malamovida.
Il Prefetto Grazia La Fauci ha inquadrato l'intesa con parole che non ammettono repliche: «Confcommercio ha mostrato una grande sensibilità su temi cruciali per un territorio a forte vocazione turistica. Si tratta di impegni condivisi: la Prefettura vigilerà sul rispetto delle prescrizioni, convinta che il protocollo sia anzitutto un momento di condivisione di valori comuni. La legalità è la cornice necessaria per ogni forma di aggregazione».
Dall'altra parte della barricata, quella di chi deve far quadrare i conti a fine mese, c'è la consapevolezza che l'ordine conviene al fatturato. Sebastiano Casu, numero uno di Confcommercio, lo dice chiaro: «Prevenire è meglio che curare. È giunto il momento di una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni ed esercenti. Ai nostri associati spetta il compito di seguire logiche comportamentali rigorose, certi che chi deve mantenere l’ordine pubblico farà la sua parte in questo percorso comune».
Ma la vera notizia per gli esercenti sta nel "meccanismo premiale". Chi aderisce volontariamente e si comporta bene, avrà un occhio di riguardo. Il Questore potrà valutare la "condotta virtuosa" dell'esercente ai fini dell'applicazione dell'articolo 100 del TULPS, quella norma temutissima che permette la chiusura dei locali a rischio. Insomma: se aiuti la sicurezza, la sicurezza aiuta te a restare aperto.
Al tavolo non c'erano solo i firmatari. La presenza era massiccia e politica: i vertici delle Forze dell’Ordine, i Vigili del Fuoco e i sindaci dei comuni che contano, da Giuseppe Mascia per Sassari ai primi cittadini di Olbia, Tempio, Porto Torres, Ozieri, Arzachena e Alghero. Segno che l'estate è alle porte e nessuno vuole farsi trovare impreparato quando la folla invaderà le piazze. A fine stagione si tireranno le somme per vedere se il patto ha retto all'urto della realtà.