Un punto in cassaforte: il Cagliari prende lo 0-0 e scappa via

  Se il Cagliari fosse una serie TV, sarebbe una di quelle che vedi per inerzia, sperando che prima o poi succeda qualcosa. Ma no, puntata dopo puntata, la trama resta sempre la stessa: difesa granitica, centrocampo da manovale, attacco in letargo e il solito interrogativo esistenziale su cosa voglia fare davvero questa squadra da grande. A Bergamo, il copione è stato rispettato in pieno: l’Atalanta, con più riserve che titolari, non ha spinto al massimo, il Cagliari ha deciso che lo 0-0 era il massimo obiettivo raggiungibile, e così, tra una barrica e un passaggio all’indietro, è arrivato un pareggino tanto utile quanto irritante. Perché irritante? Perché va bene coprirsi, va bene soffrire, va bene tutto. Ma a un certo punto sarebbe lecito anche provare a costruire qualcosa, anziché limitarsi a evitare la disfatta. 

  E invece? Per lunghi tratti, il Cagliari ha fatto un pressing feroce sugli avversari... ma su se stesso. Un esempio su tutti? Makoumbou, maestro indiscusso nell’arte del passaggio all’indietro. In un’ipotetica gara di retromarcia con i camionisti dell’Eurospin, probabilmente vincerebbe a mani basse. Non importa se c’era spazio davanti, se c’era una possibilità di dare respiro alla manovra: il pallone, per lui, aveva una sola direzione, e purtroppo non era quella giusta. E davanti? Piccoli ha combattuto più con la solitudine che con i difensori avversari, mentre Coman è stato inserito al minuto 67 con la stessa timidezza con cui si chiederebbe un aumento al capo lunedì mattina. Sarebbe stato interessante vederlo insieme a Felici, ma no: troppo pericoloso avere due giocatori offensivi contemporaneamente. Meglio lasciare il dubbio su cosa sarebbe potuto succedere. E così, tra un Caprile che prima fa venire un infarto con una papera e poi si redime con una parata salva-risultato, una difesa che tiene botta e un centrocampo più prudente di un anziano che attraversa la strada, il Cagliari si porta a casa un punto. Che è oro, certo. Ma se l’obiettivo è solo evitare di perdere, prima o poi il prezzo da pagare sarà alto.

Sport

2ª Tappa Giro Women 2026 - Balsamo conferma la rosa a Caorle, spenta la fuga delle tre
  Alla partenza di Roncade la Maglia Rosa non si nasconde. "Sicuramente non era il modo in cui volevo ottenere la Maglia Rosa, però adesso è sulle mie spalle quindi l'obiettivo è onorarla", dice Elisa Balsamo prima del via, con la franchezza di chi sa di aver ricevuto un primato dal verdetto dei commissari e vuole trasformarlo in qualcosa...

21ª Tappa Giro 2026 - Milan impera nella Capitale, Vingegaard cinge la Tripla Corona
  Roma si sveglia col sole alto e l'aria tersa della tarda primavera, e per l'ottava volta indossa l'abito della passerella conclusiva. Il Circo Massimo attende il verdetto dell'ultima volata, ma prima viene il rito lento dell'addio: il gruppo procede al passo nel trasferimento, Allocchio fa girare la scatola delle caramelle e Jonas Vingeg...

Giro Women 2026, Wiebes squalificata a Ravenna, Balsamo prima maglia rosa
La prima Maglia Rosa del Giro d'Italia Women 2026 è durata il tempo di una sera. Lorena Wiebes l'aveva conquistata sul traguardo di Ravenna nel modo che le riconosce tutto il gruppo, con una volata vinta di forza davanti a Elisa Balsamo, eppure il suo nome è stato cancellato dall'ordine d'arrivo prima ancora che calasse del tutto la notte. Alle 21:...

1ª Tappa Giro Women 2026 - Zampata di Wiebes a Ravenna, le azzurre sfiorano la rosa
  Il mare di Cesenatico resta alle spalle e davanti si apre la pianura più piatta d'Italia, quella che corre verso Ravenna senza una piega, senza un metro di salita. 139 chilometri disegnati per le ruote veloci, una giornata che annuncia volata fin dal foglio firma. Ma prima che le sprinter si contendano la prima Maglia Rosa della Corsa Ro...