Una maxi inchiesta pubblicata da Reuters il 12 marzo 2026 ha identificato Banksy come Robin Gunningham, graffitista nato a Bristol nel 1973, che in seguito avrebbe cambiato legalmente il proprio nome in David Jones. Il reportage, firmato dai giornalisti Simon Gardner, James Pearson e Blake Morrison, è partito da un'opera realizzata da Banksy in Ucraina nel 2022, la cui paternità era già stata confermata dall'artista stesso su Instagram. I reporter hanno quindi incrociato foto, video, testimonianze sul campo e soprattutto documenti giudiziari cruciali: in particolare, un verbale relativo a un arresto per disturbo alla quiete pubblica avvenuto a New York nel 2000, che secondo Reuters rivelerebbe senza ambiguità il vero nome dell'artista.
Per tutelare il proprio anonimato, Gunningham avrebbe cambiato il nome legalmente in David Jones, uno dei cognomi più comuni in Inghilterra. Reuters precisa però che non è del tutto chiaro se quel nome sia ancora quello attualmente in uso. L'inchiesta ha anche risolto un'altra storica speculazione: Robert Del Naja, frontman dei Massive Attack e da anni sospettato di essere Banksy, è in realtà un suo stretto collaboratore. I due si trovavano insieme in Ucraina nel 2022, ma i reporter hanno distinto le due persone, identificando Banksy separatamente da Del Naja. Contattato da Reuters con le conclusioni dell'inchiesta, l'uomo identificato come Banksy non ha risposto. La società che autentica le sue opere, Pest Control Office, ha dichiarato che l'artista «ha deciso di non dire nulla», mentre il suo avvocato storico, Mark Stephens, ha contestato diversi dettagli dell'indagine e ha chiesto a Reuters di non pubblicarla, sostenendo che rivelare l'identità dell'artista violerebbe la sua privacy e potrebbe metterlo in pericolo.
La prova più solida è un verbale di polizia risalente a un arresto a New York nel 2000 per disturbo alla quiete pubblica. In quel documento, secondo Reuters, l'artista avrebbe ammesso il reato minore e il suo vero nome sarebbe riportato senza ambiguità. Questo tipo di atto pubblico ha costituito la "chiave di volta" dell'inchiesta, perché collegava direttamente un'identità anagrafica verificabile alle attività di graffitismo. Il punto di partenza operativo è stato il novembre 2022, quando Banksy realizzò una serie di murales in Ucraina, in zone colpite dalla guerra, confermando lui stesso la paternità su Instagram. I giornalisti sono tornati sul campo — in particolare a Horenka, vicino a Kyiv — portando con sé fotografie di vari sospettati. Secondo Reuters, i residenti locali che avevano assistito alla realizzazione di un'opera tra le macerie di un palazzo bombardato hanno riconosciuto l'uomo nelle fotografie. I reporter hanno incrociato riprese video e materiale fotografico per escludere gli altri candidati storici, a partire da Robert Del Naja dei Massive Attack. Pur confermando che Del Naja era presente in Ucraina nel 2022, Reuters ha stabilito che si trovava lì insieme a Gunningham, separando così definitivamente le due identità.