Lo scheletro nel casolare di Maria Pia: il giallo dell'uomo morto da cinque anni a due passi dalle spiagge di Alghero

I resti scoperti dai Carabinieri durante l'ispezione di uno stabile abbandonato. Il giaciglio e gli abiti fanno pensare a un senzatetto. Esclusa per ora la morte violenta: la Procura dispone l'esame del DNA per dare un nome alla vittima.

A pochi passi dalle spiagge e di fronte ai campi del Tennis Club, il tempo si è fermato a cinque anni fa. All'interno di un casolare di proprietà comunale, da tempo in stato di abbandono e degrado nella zona di Maria Pia ad Alghero, i Carabinieri della Compagnia locale hanno rinvenuto i resti di un corpo umano ormai ridotto a scheletro.

La macabra scoperta è avvenuta quasi per caso, durante una normale attività di controllo del territorio. L'attenzione degli uomini dell'Arma è stata attirata da alcune confezioni intatte di bevande nei pressi della struttura. Un dettaglio che ha spinto i militari a ispezionare l'interno dell'immobile, il cui accesso era interdetto solo da un paio di transenne facilmente rimovibili.

Al piano terra, la scoperta. I resti giacevano in un vano trasformato in un rifugio di fortuna. La presenza di un giaciglio e di alcuni capi di abbigliamento suggerisce in modo inequivocabile che quel luogo fosse diventato la dimora abituale di un invisibile, verosimilmente un senzatetto ai margini della società.

Le operazioni sul posto sono state coordinate dal luogotenente Marco Cattani, che ha richiesto l'intervento immediato della medicina legale dell'Asl 1 di Sassari. Il medico legale, il dottor Lorenzoni, ha eseguito i primi rilievi direttamente sulla scena. Dalle indiscrezioni trapelate, l'ispezione esterna delle ossa non ha evidenziato traumi evidenti o segni riconducibili a un'aggressione. L'ipotesi principale, dunque, allontana lo spettro della morte violenta e fa propendere per un decesso per cause naturali o legato agli stenti. Un dramma consumato nel silenzio, la cui datazione approssimativa viene fatta risalire ad almeno quattro o cinque anni fa. Come si indaga su un corpo ridotto a scheletro? Quando la decomposizione cancella i tratti somatici, il protocollo investigativo segue due strade parallele. La prima è l'esame del DNA: il patrimonio genetico verrà estratto dal midollo osseo (se ancora presente) o dai denti. La seconda è l'incrocio dei dati: i Carabinieri spulciano il database delle persone scomparse (i cosiddetti cold cases) negli ultimi anni ad Alghero e nell'hinterland sassarese, cercando corrispondenze tra sesso, età stimata ed eventuali vecchie denunce.

Terminati i rilievi, lo scheletro è stato rimosso e trasferito a Sassari, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Sarà la Procura della Repubblica a conferire formalmente l'incarico per l'esame autoptico e genetico approfondito per stabilire con esattezza l'identità dell'uomo.

L'obiettivo degli inquirenti è ora dare un nome a quei resti. L'ipotesi più accreditata è che si tratti di un algherese, la cui scomparsa potrebbe essere stata denunciata anni fa o, nel peggiore dei casi, di un uomo scivolato via dal mondo senza che nessuno ne reclamasse l'assenza.

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