Il presidente del Centro Studi Agricoli fa il punto in diretta Facebook. In arrivo il secondo saldo della PAC e l'obbligo di vaccino per i bovini. Duri attacchi sui fondi per la Nurra e sull'aumento dei costi di produzione.
di Pasqualino Trubia
Un bollettino operativo che si trasforma, nel finale, in un atto d'accusa politico. La consueta diretta Facebook di Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli (CSA), ha tracciato la rotta degli imminenti pagamenti PAC, per poi scagliarsi contro l'immobilismo burocratico della Regione e contro l'assessore all'Agricoltura, Gianfranco Agus.
La fenomenologia dei pagamenti: la PAC in arrivo
L'apertura della diretta, tenuta lunedì 16 marzo, è stata dedicata alle scadenze finanziarie, linfa vitale per le aziende sarde. Secondo Piana, i dati elaborati da Leonardo S.P.A. (la società che gestisce il sistema informativo per conto del Ministero) dovrebbero essere sbloccati a stretto giro.
«Tra mercoledì e giovedì dovrebbero arrivare gli elenchi, e se tutto va bene venerdì ci sarà il decreto di Argea per il secondo saldo della PAC», ha annunciato il presidente del CSA. Piana ha snocciolato le cifre stabilite dalla recente circolare Agea dell'11 marzo, evidenziando luci e ombre degli "ecoschemi":
Sostegno giovani agricoltori: Vola a 166,82 euro a ettaro (l'anno scorso superava di poco i 100 euro).
Ecoschema 1 (benessere animale - livello 2): Cifre definite "scandalose" da Piana. Per i suini al pascolo si passa dai 300 euro previsti inizialmente a soli 16,80 euro a UBA (Unità Bovina Adulta). Per i bovini, dai 240 euro attesi si scende a 37,80 euro.
Ecoschema 5 (piante impollinatrici): Balzo in avanti a 659 euro a ettaro (rispetto ai 500 previsti).
Pecorino Romano: Prezzo del latte stabile a 1,40 euro al litro, allontanando lo spettro delle speculazioni al ribasso.
Vaccini e scadenze: cosa c'è da sapere
Piana ha poi anticipato una misura sanitaria cruciale per il 2026: «Da fine aprile tutti gli allevatori di bovini in Sardegna saranno obbligati a eseguire la vaccinazione contro la dermatite nodulare, esattamente come è stato fatto per la lingua blu».
Sull'emergenza dermatite del 2025, il CSA invita chi ha dovuto abbattere l'intera mandria a inviare immediatamente una Pec ad Argea per non perdere i premi PAC e PSR a causa della mancanza di bestiame. Un'analoga comunicazione dovrà essere fatta (entro il 15 maggio, data di scadenza della domanda PAC) da chi non è riuscito a effettuare le semine a causa delle piogge e dei terreni impraticabili, per non incorrere in sanzioni per il mancato rispetto dei vincoli colturali.
L'ultima parte della diretta ha abbandonato i tecnicismi per abbracciare la polemica sindacale. Il bersaglio è l'assessore regionale all'Agricoltura, accusato di presenzialismo sterile.
«Un conto è essere bravi e simpatici, un conto è produrre azioni – ha tuonato Piana –. Qua persistono i ritardi, la riforma delle agenzie Argea e Laore non parte, il comparto non è stato finanziato nell'ultima manovra. Caro assessore Agus, faccia più l'assessore e meno le passerelle. Meno dibattiti televisivi o sui social e più azioni concrete».
La miccia che ha fatto esplodere la rabbia del CSA è la gestione dei rimborsi per gli agricoltori del Consorzio di Bonifica della Nurra, a cui la scorsa estate fu vietato di irrigare i campi per l'emergenza siccità.
«Erano stati stanziati 8 milioni di euro – denuncia Piana – ma ancora oggi non ci sono le direttive. E mi dicono che anziché parametrare i rimborsi in base agli ettari di colture perse, la Regione voglia applicare il de minimis (un calcolo sulla media del fatturato degli ultimi tre anni, ndr). Con questo sistema il 99,9% delle aziende non prenderà nulla. È una pazzia e una presa in giro». Il monito finale all'orizzonte rincara la dose, evocando l'aumento vertiginoso dei costi di produzione (concimi, energia, gasolio): «Il tempo della calma e dell'attesa è terminato. Dal mese di aprile vogliamo atti concreti, altrimenti ritorneremo sul solco della protesta».