Il deputato Dario Giagoni attacca l'ex premier e la Governatrice per l'evento sul referendum sulla giustizia. "Ateneo usato per propaganda di parte, il Governo faccia chiarezza sulle autorizzazioni".
di Pasqualino Trubia
L'aula universitaria si trasforma in arena politica. Al centro della contesa c'è l'incontro sul referendum sulla giustizia svoltosi ieri, 16 marzo, all'interno dell'Università di Sassari. In cattedra l'ex premier Giuseppe Conte, affiancato dalla presidente della Regione Alessandra Todde. Un assetto che ha scatenato la dura reazione della Lega, che denuncia l'uso politico degli spazi accademici.
A innescare il caso è il deputato sardo del Carroccio, Dario Giagoni, che contesta la natura stessa dell'appuntamento, definendolo privo di pluralismo.
Il Logos dell'accusa: l'assenza di dibattito
Il parlamentare ricostruisce l'evento denunciando la totale mancanza di confronto con voci dissenzienti:
«Ieri presso l’Università di Sassari si è svolto un comizio di fatto, a senso unico, sul referendum sulla giustizia. In cattedra Giuseppe Conte. Nessun contraddittorio, solo un monologo in cui Conte avrebbe affermato che una eventuale bocciatura del referendum rappresenterebbe ‘uno schiaffo sonoro da parte degli italiani’ verso l’esecutivo e manifestando preoccupazioni per ulteriori riforme istituzionali».
L'attacco politico si sposta poi sui vertici della Regione, contestando l'opportunità istituzionale della presenza della governatrice all'interno dell'Ateneo:
«La presenza di Alessandra Todde, poi, è uno schiaffo al ruolo di garanzia istituzionale che la presidenza della regione dovrebbe rappresentare. Le università non sono palchi per fare propaganda di parte».
La denuncia della Lega non si ferma alle dichiarazioni alla stampa, ma si traduce in un'azione formale a Montecitorio. Giagoni ha infatti depositato un'interrogazione parlamentare indirizzata al Ministero competente (Università e Ricerca). Cos'è un'interrogazione parlamentare? È lo strumento giuridico con cui un deputato o un senatore chiama in causa direttamente il Governo. Attraverso questo atto, il parlamentare pone una domanda scritta a un Ministro per sapere se è a conoscenza di un determinato fatto, se intende fare verifiche e quali provvedimenti intenda prendere in merito.
L'obiettivo della mossa politica è duplice. Da una parte, spiega Giagoni, «serve fare luce su questa vicenda, verificare le modalità con cui è stato autorizzato l’evento presso l’ateneo». Dall'altra, il deputato chiede al Governo di «promuovere iniziative per garantire in questi luoghi vocati al confronto pluralismo, equilibrio e contraddittorio».
La conclusione del leghista sigilla la polemica e avverte: «Quanto successo a Sassari non può essere la normalità».