Domenico Bagalà, nuovo Presidente della Autorità Portuale della Sardegna. Nomina firmata dal ministro Salvini. Bagalà è calabrese di Gioia Tauro. Da diversi anni inserito in varie realtà occupative al Porto Canale di Cagliari e al vicino Forte Village di Santa Margherita. Ieri ho parlato della sua nomina ricordando, peraltro, che in un articolo il quotidiano Domani lo ha definito "amico dei clan". La cittadina portuale di Gioia Tauro, meno di 20 mila abitanti, è in piena zona mafiosa. Dista qualche decina di km dal punto in cui partirà il Ponte voluto da Salvini che unirà la Calabria alla Sicilia. Nella zona di Gioia Tauro è presente la cosca dei Bagalà. A cui sicuramente non appartiene l'ingegnere Domenico Bagalà, appena indicato alla Autorità Portuale sarda. Tra l'altro a 4 componenti del clan Bagalà nel 2021 sono stati confiscati beni per 123 milioni di euro, secondo quanto riporto' all'epoca il Fatto Quotidiano. Nel 2022 un'altra Bagalà, Maria Rita, avvocata, è stata tratta in arresto per attività mafiose, dopo che era stato ammanettato suo padre, Carmelo, considerato il capo della cosca che agisce tra la Calabria e la Valle d'Aosta. Per chiarezza, l'ingegner Domenico Bagalà risulta estraneo a tutte queste attività mafiose. A Cagliari ha saputo farsi apprezzare sul piano personale. Ma il suo cognome, la sua origine di Gioia Tauro e le circostanze citate dal giornale Domani non hanno mancato di suscitare comunque qualche perplessità. La nomina da parte di Salvini è avvenuta d'intesa con la Regione Sardegna. Dopo il Mio Osservatorio di ieri L'Unione Sarda on line pubblica oggi un lungo servizio con dichiarazioni del manager calabrese. Mario Guerrini.