L'Autorità marittima e i sommozzatori dei Vigili del Fuoco mettono in sicurezza un cavo di nylon pericoloso per le eliche dei natanti. L'ispezione subacquea rivela un'attrezzatura da pesca abbandonata in fondo al mare.
Oggi le acque antistanti il litorale di Porto Torres sono state lo scenario di un intervento d'urgenza condotto dagli uomini della Capitaneria di porto, l'autorità marittima preposta alla sicurezza della navigazione, affiancati dai sommozzatori e dagli equipaggi dei mezzi nautici dei Vigili del Fuoco. L'operazione è scattata per la presenza di una grossa cima di nylon lasciata alla deriva, un ostacolo meccanico in grado di provocare avarie. Il cavo fluttuante avrebbe infatti potuto facilmente avvolgersi attorno alle eliche o bloccare gli apparati di propulsione delle imbarcazioni in transito, mettendo a repentaglio l'incolumità di diportisti e lavoratori del mare.
La messa in sicurezza della fune ha richiesto un'ispezione sotto il livello dell'acqua, un accertamento che ha rivelato la reale natura dell'ostacolo. I subacquei hanno constatato che la cima non era un semplice relitto galleggiante, bensì il terminale di un'attrezzatura da pesca abbandonata, tenuta saldamente ancorata al fondale marino tramite una pesante ancora e una lunga catena.
L'ispezione ha portato alla luce quella che tecnicamente viene definita una "rete fantasma", un residuo dell'attività peschereccia dimenticato sotto la superficie. Queste strutture costituiscono una fonte di inquinamento permanente: da un lato inquinano le acque rilasciando microplastiche a causa del progressivo degrado dei materiali sintetici, dall'altro non smettono di svolgere la loro funzione originaria. Anche dopo l'abbandono, le reti continuano infatti a catturare pesci, crostacei e altre specie, trasformandosi in gabbie mortali silenziose che alterano l'habitat marino e decimano la fauna locale.
Neutralizzato il rischio immediato per il traffico di superficie, i soccorritori hanno delimitato e messo in sicurezza la porzione di mare interessata. L'intervento odierno costituisce la fase preliminare di un iter che proseguirà nei prossimi giorni, durante i quali l'Autorità marittima dovrà predisporre e pianificare le operazioni logistiche necessarie per sollevare l'intera attrezzatura dal fondale, così da bonificare il sito e rimuovere definitivamente l'insidia.