14ª Tappa Giro 2026 - Pila scrive il primo verdetto alpino, la rosa cambia spalle

La prima frazione di montagna disegna le gerarchie dell'edizione 109. Centotrentatré chilometri da Aosta a Pila per il versante inedito di Gressan, cinque GPM, 4403 metri di dislivello e un'ascesa finale di 16,5 chilometri al 7,1%. Il copione si sgretola sull'ultima salita, dove la Visma Lease a Bike trasforma la corsa in un metronomo e i distacchi diventano pesanti. Aosta, ore 13:10. Il via della prima tappa alpina del Giro arriva sotto un cielo limpido e con oltre 28°C nel fondovalle. I 160 corridori partiti si lanciano subito nelle rampe del Saint-Barthélémy. Mattia Bais (Team Polti VisitMalta) tenta il primo affondo solitario, Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber) e Chris Hamilton (Team Picnic PostNL) lo inseguono e rientrano. La fuga si forma per stratificazioni: dieci, poi venti, infine ventisette al comando dopo mezz'ora di salita. Nel drappello si contano Giulio Ciccone (Lidl Trek), Enric Mas, Einer Rubio (Movistar Team), Wouter Poels (Unibet Rose Rockets), Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates XRG), Aleksandr Vlasov (Red Bull Bora Hansgrohe), Jefferson Cepeda (EF Education EasyPost), Koen Bouwman (Team Jayco AlUla). Christian Scaroni perde subito le ruote del plotone, non rientrerà: il bresciano dell'XDS Astana è il ritiro di giornata. A -114,7 km Jardi Christiaan van der Lee (EF Education EasyPost) scollina per primo al Saint-Barthélémy, davanti a Jan Christen (UAE Team Emirates XRG). Ciccone passa terzo e raccoglie i primi 12 punti per la classifica scalatori. Sulla discesa lunga il gruppo lascia salire il vantaggio dei fuggitivi a un minuto e mezzo. A Roisan, sede del Red Bull KM, il copione si arricchisce: Narváez sprinta a -78,8 km, anticipa Gianmarco Garofoli (Soudal Quick Step) e Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG). I 12 punti dell'ecuadoriano scavalcano virtualmente Paul Magnier nella classifica della maglia ciclamino, per un singolo punto. Sul terzo GPM di giornata, il Doues, è Arrieta a passare per primo. Discesa, raccordo, e via subito sul Lin Noir, 7,4 chilometri al 7,9%. La fuga si riduce a dodici unità. A -49,1 km Ciccone reagisce: brucia van der Lee allo strappo finale, transita per primo e incassa 40 punti pesanti. La classifica scalatori virtuale lo porta a 57 punti, ma Jonas Vingegaard, in maglia azzurra a 111, resta saldamente in vetta. Il quarto cancello del giorno arriva subito. Sull'ascesa di Verrogne, Tim Rex ha già consumato chilometri preziosi per la Visma, portando il distacco del gruppo sui battistrada a meno di tre minuti. A -42 km Ciccone alza ancora il ritmo tra i fuggitivi, riprende van der Lee e poi sigilla il quinto GPM consecutivo: altri 18 punti. Eulálio, in coda al plotone, fa scattare un primo allarme proprio mentre il gruppo dei big transita in vetta, ma la salita è ormai finita e il portoghese rientra in discesa. A -19 km, in vista di Gressan, si gioca il Red Bull KM finale: Jan Hirt (NSN Cycling Team) prova lo sprint, ma Mark Donovan (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) lo chiude e transita primo davanti a David De La Cruz. Sono gli ultimi abbuoni del giorno prima del muro finale. Inizia la salita di Pila. Sedici chilometri e mezzo che scriveranno la classifica. Il distacco è di 2'25". Donovan si stacca subito. Davanti si riducono a tredici. In gruppo, dopo Rex, Bart Lemmen mantiene il passo, sostituito poi da Victor Campenaerts e da Sepp Kuss. La Visma marcia in formazione completa: cinque uomini in testa al plotone, l'intera squadra del danese disegnata attorno al capitano. A -8,8 km la prima incrinatura. Damiano Caruso (Bahrain Victorious) cede, e a sorpresa cede anche Ben O'Connor (Team Jayco AlUla): l'australiano, ancora convalescente dal virus respiratorio della seconda settimana, paga subito il prezzo della tappa cinque stellette. Trecento metri più avanti perdono contatto Derek Gee West (Lidl Trek), Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team) e Afonso Eulálio. Il portoghese a -8,1 km è già staccato di tre lunghezze, a -7,6 km l'avventura in maglia rosa è chiusa: paga oltre il minuto. A -5,7 km Davide Piganzoli alza ulteriormente il ritmo. Kuss si fa da parte. Pellizzari, in difficoltà, perde temporaneamente le ruote dei migliori. A -4,6 km il piemontese di Cuneo, l'uomo chiave di questo Giro per la Visma, lancia il capitano. Vingegaard scatta. Nessuno risponde. Felix Gall sceglie di salire del proprio passo, con a ruota Piganzoli per qualche centinaio di metri. Nei chilometri che separano il danese dal traguardo, sulle pendenze che picchiano oltre il 9% e toccano l'11% nei pressi di Les Fleurs, Vingegaard prende metro dopo metro. Dietro Pellizzari mostra carattere: dopo aver perso contatto, ritrova le gambe, riacciuffa prima Arensman, poi Hindley, e infine raggiunge Piganzoli a -1,6 km. Per la prima volta da Blockhaus, il marchigiano sembra recuperato. Ultimi metri verso lo striscione di Pila. Vingegaard resta tucked sulla bici, in posizione da volata, come a inseguire un ultimo affondo che non c'è. La linea passa sotto le ruote. Il danese si raddrizza appena, sfiora con il guanto la foto della famiglia sul manubrio, lo porta alla bocca, lo solleva al cielo. Terzo successo di tappa per Vingegaard in questo Giro, terzo arrivo in salita conquistato dopo Blockhaus e Corno alle Scale. A 49" arriva Gall, davanti a Hindley a 58". Piganzoli e Pellizzari chiudono a 1'03": il marchigiano del Bora ha pagato la scelta tattica del team di puntare su Hindley nei chilometri di Verrogne e di Pila, ma ha avuto le gambe per la rimonta. Arensman è sesto a 1'23", Storer settimo a 1'35". Eulálio chiude a 2'49", sei secondi davanti a O'Connor. Vingegaard si riprende la maglia rosa dopo due settimane d'attesa con 2'26" su Eulalio e 2'50" su Gall. La nuova generale vede Arensman quarto a 3'03", Hindley quinto a 3'43", Pellizzari sesto a 4'22", Storer settimo a 4'46", O'Connor ottavo a 5'22", Gee West nono a 5'41" e Piganzoli decimo a 6'13". La maglia ciclamino passa virtualmente a Jhonatan Narváez per un singolo punto, 131 contro i 130 di Paul Magnier, grazie alla volata del Red Bull KM di Roisan. La maglia azzurra resta saldamente sulle spalle del danese, che accresce il margine con i 40 punti del primato a Pila: Ciccone, dopo i GPM di Lin Noir e Verrogne, sale a oltre 75 punti, ma il divario resta abissale. La maglia bianca dei giovani torna su Eulalio, che cede la rosa ma conserva la prima posizione tra gli under 25. Domani la 15ª tappa Voghera-Milano, 157 km pianeggianti, terreno da velocisti.

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