Piatti a s'antiga: Cordedda di Agnello arrosto su ammuratzha in frissura

INGREDIENTI
 · 1 treccia di interiora
 di agnello da latte (cordedda)
 · gr. 400 di ravastrello selvatico
 (ammuratzha)
 · gr. 100 di finocchietto selvatico
 · gr. 200 di lardo
 · 1 cipollotto
 · 3 testine di aglio
 · Sale q.b.
 · olio extravergine di oliva q.b.
 
PREPARAZIONE
Lavare asciugare bene  il ravastrello (s'ammuratzha); in una pentola con acqua salata bollire la treccia di interiora (sa cordedda) e, a cottura ultimata, tagliare dei medaglioni e tostarli in una padella con l'olio extravergine riserva.

Soffriggere con l'olio a fuoco alto in una casseruola il cipollotto, l'aglio intero, il lardo tagliato fine e infine s'ammuratzha e il finocchietto selvatico; aggiungere sale, poco pepe e lasciar cuocere per qualche minuto.
Servire sa cordedda su un letto di ammuratzha in frissura.

Sa Cordedda è un piatto particolarmente legato alle tradizioni culinarie del centro Sardegna (a seconda del paese assume il nome di córdula, corda , cordha, tattaliu, fressura).

Tra i secondi, uno dei più apprezzati, viene servito spesso insieme alla vitella alla brace e al maialetto
arrosto, con le patate al rosmarino a fare da cornice a queste squisitezze dal sapore deciso.
Queste chicche della tradizione culinaria pastorale hanno una storia antica: i pastori sardi, con la
premura di valorizzare tutto quello che l'animale ha da offrire, hanno sempre mostrato un'attenzione
particolare alle interiora degli animali macellati, dimostrando una vera e propria abilità nella
preparazione di piatti appetitosi.

Anticamente sa cordedda veniva preparata per lo più in occasione delle feste più importanti, quando
venivano uccisi gli agnellini da latte. Sa cordedda deve essere sempre ben lessata per far perdere i
liquidi in eccesso e le impurità, dopo di ché può essere cotta allo spiedo o cucinata in padella con
verdure, come i piselli e le favette

Curiosità

Febbraio: il mese segreto della PURIFICAZIONE romana
Febbraio è il secondo mese del calendario gregoriano che usiamo quotidianamente, eppure pochi sanno che il suo nome nasconde una storia affascinante che affonda le radici nella civiltà romana e nelle anti...

Paul Gascoigne, l’ultimo bohémien del pallone
Bisogna tornare a certe sere d’inverno, quando lo stadio odorava ancora di erba tagliata e sudore, per capire davvero Paul Gascoigne. Non un giocatore: un’intemperanza ambulante, una nuvola di genio e follia che attraversava il campo come un santo ubriaco in cerca di redenzione. Di lui hanno scritto milioni di paro...