Resort di lusso a Tavolara, il GrIG si allea con la Regione: "La ZES non può aggirare le leggi sul paesaggio"

Gli ambientalisti scendono in campo al TAR contro il mega progetto immobiliare a Loiri Porto San Paolo. Nel mirino l'uso delle procedure semplificate statali per costruire hotel, ville e un campo da golf sulla costa gallurese.

Il braccio di ferro legale per tutelare le coste della Gallura si arricchisce di un nuovo, cruciale capitolo. L'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico (nota con l'acronimo GrIG), assistita dall'avvocato cagliaritano Carlo Augusto Melis Costa, ha ufficialmente depositato un atto di intervento al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sardegna. L'obiettivo della mossa è affiancare e sostenere il ricorso già presentato dalla Regione Autonoma per annullare l'autorizzazione numero 74, concessa lo scorso 9 febbraio alla società Tavolara Bay s.r.l.

Al centro della contesa c'è un massiccio intervento di trasformazione urbanistica pianificato tra Cala Finanza e Punta La Greca, nel territorio comunale di Loiri Porto San Paolo, proprio di fronte all'incantevole scenario dell'Isola di Tavolara. I numeri del progetto parlano di un impatto notevole sul territorio. Il piano complessivo, promosso da una cordata che vede in prima linea la società brasiliana Jhsf Participações (titolare della catena alberghiera di lusso Fasano), prevede di occupare una cinquantina di ettari affacciati direttamente sul mare e svariate decine di ettari nell'entroterra. L'intento degli investitori è realizzare un hotel a cinque stelle da cinquanta camere, trenta ville di lusso con metrature comprese tra i duecento e i cinquecento metri quadri, ristoranti, attività commerciali, un porto turistico e un campo da golf.

Il vero nodo della questione, che ha innescato lo scontro tra poteri dello Stato e autonomie locali, risiede nello strumento burocratico utilizzato per far partire il progetto: la ZES, ovvero la Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno. Attiva dall'inizio del 2024, la ZES è un meccanismo normativo ideato per attrarre capitali nel Sud Italia garantendo procedure amministrative estremamente semplificate e veloci. Per avviare la prima tranche dei lavori, la Tavolara Bay s.r.l. ha richiesto e ottenuto l'accesso proprio a questa corsia preferenziale.

L'interrogativo politico e giuridico sollevato dal presidente del GrIG, Stefano Deliperi, è netto: può una disciplina nata per agevolare l'economia trasformarsi in un grimaldello per scardinare le tutele costituzionali sul paesaggio? Secondo gli ambientalisti, le procedure rapide garantite dalla ZES non possono in alcun modo fare "carta straccia" del Codice dei beni culturali e del paesaggio, il pilastro normativo che protegge l'ambiente in Italia. Ma c'è di più: il ricorso punta a difendere anche le prerogative della Sardegna. La normativa statale sulle zone economiche speciali, infatti, non può prevaricare le rigide competenze esclusive in materia di urbanistica assegnate all'Isola dal suo Statuto Speciale.

La risposta a questi complessi quesiti istituzionali passerà ora dalle aule di giustizia amministrativa. La prima udienza pubblica, in cui i giudici dovranno stabilire se il "fast-track" economico possa effettivamente scavalcare i vincoli paesaggistici e le leggi regionali, è fissata a Cagliari per mercoledì 8 luglio 2026.

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