Ottanta chili di rame nel passeggino: presi i predoni della biblioteca storica di Sassari

Due uomini arrestati in via Monte Grappa. Avevano divelto le grondaie e i cavi elettrici della Soprintendenza. Decisiva la telefonata di un cittadino al 112.

di Pasqualino Trubia

Hanno strappato via le grondaie e i cavi elettrici da un palazzo storico tutelato dallo Stato. Poi hanno accartocciato il metallo per nasconderlo all'interno di due borsoni e dentro un insospettabile passeggino per bambini. La fuga di due uomini a Sassari si è fermata davanti alle divise della Squadra Volante.

L'allarme al 112 e la cattura L'obiettivo dei ladri era l'edificio che ospita la biblioteca della Soprintendenza, in via Monte Grappa. Un palazzo di interesse storico-culturale, finito nel mirino di chi cerca il cosiddetto "oro rosso" da fondere e rivendere al mercato nero. A tradire i due uomini è stata l'attenzione di un cittadino. Notando movimenti anomali nei pressi dell'edificio in pieno giorno, il testimone ha composto il numero di emergenza 112, fornendo una descrizione dettagliata alla Sala Operativa della Questura.

Le pattuglie della Polizia, che avevano già intensificato i controlli a causa di una recente scia di furti di metallo in città, hanno stretto il cerchio in pochi minuti. I due sono stati rintracciati a poca distanza dal palazzo, mentre trascinavano i borsoni e spingevano il passeggino carico di 80 chilogrammi di rame, reso ormai inutilizzabile dalla furia dello scasso.  Le cronache giudiziarie usano formule precise. I due uomini sono stati arrestati in flagranza di reato: significa che la Polizia li ha bloccati letteralmente "con le mani nel sacco", mentre l'azione criminale era ancora in corso o si era appena conclusa. Proprio per l'evidenza della prova (il rame nel passeggino), la Procura ha chiesto e ottenuto il rito direttissimo: un processo accelerato che salta i tempi lunghi delle indagini preliminari. In ogni caso, come ricorda la stessa Questura e come impone lo Stato di Diritto, per i due indagati vale il principio della presunzione di non colpevolezza fino a un'eventuale sentenza definitiva.

Il conto dei danni Il giudice ha convalidato l'arresto al termine dell'udienza. Se i colpevoli sono stati assicurati alla giustizia, resta il conto dei danni inferto a un edificio pubblico: le infrastrutture divelte dovranno essere ripristinate, e il costo ricadrà, inevitabilmente, sulla collettività.

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