Sanità, scatta la ghigliottina sui medici in affitto. Todde vara il piano di rientro

LA RIORGANIZZAZIONE DEI PRONTO SOCCORSO

In Commissione regionale l'agenda dei tagli: a fine mese fuori i gettonisti dei codici minori. Sul tavolo 25 milioni per il personale strutturato. Il nodo restano gli ospedali periferici snobbati nei concorsi.

di Pasqualino Trubia

Cagliari – Il tempo dei medici in affitto è scaduto. La ghigliottina di Stato si abbatte sulle corsie degli ospedali. La presidente della Regione, Alessandra Todde, fissa il calendario in Commissione Sanità. Il piano di rientro deve fare i conti con le scadenze dettate da Roma.

Il calendario dello stop La direttiva nazionale non ammette deroghe. I liberi professionisti pagati a turno (i cosiddetti gettonisti) devono uscire dai reparti d'urgenza. La scure cade in due tempi. A fine febbraio scatta lo stop definitivo per i camici bianchi impiegati sui codici minori. Per i codici maggiori l'uscita sarà progressiva e si chiuderà tassativamente entro giugno. L'assessorato alla Sanità corre ai ripari, stringendo un patto operativo con le Asl e l'Areus.

Il concorso e il problema delle periferie La scialuppa di salvataggio è il reclutamento interno. La Regione prova a blindare i professionisti con un bando dell'Azienda regionale della salute (Ares). Todde illustra la manovra in Aula: «Il concorso bandito da Ares rappresenta un passaggio decisivo perché consente di riportare stabilmente nel sistema sanitario regionale medici che oggi operano come liberi professionisti, rafforzando gli organici e dando continuità ai servizi».

C'è però un buco nella rete. I medici preferiscono i grandi hub cittadini e disertano gli ospedali di provincia. Un ostacolo che la presidente mette a verbale: «Sappiamo però che le domande si concentrano soprattutto nelle sedi principali e per questo stiamo già preparando misure aggiuntive dedicate alle realtà periferiche, che hanno più bisogno di personale».

La toppa fino a giugno Per coprire i turni nei prossimi quattro mesi serve un gioco di incastri. È la fase transitoria, in cui la coperta resta corta: «Nella fase transitoria abbiamo chiesto a chi oggi gestisce i codici maggiori di ampliare l’attività anche sui codici minori, con un incremento del budget che permetterà di coprire i turni necessari fino a giugno. Parallelamente stiamo lavorando a una revisione complessiva del sistema dell’emergenza urgenza, attivando convenzioni tra centri più grandi e presidi periferici per redistribuire meglio le risorse umane».

I 25 milioni per chi resta La chiosa riguarda la cassa. Per fermare l'emorragia di personale strutturato, la Giunta mette sul piatto risorse per chi lavora in prima linea: «A questo si aggiunge l’intervento recente con cui abbiamo destinato oltre 25 milioni di euro, risorse nazionali, alle indennità per medici, infermieri e operatori dei pronto soccorso nel triennio 2023 - 2024 - 2025. È un segnale concreto di riconoscimento verso chi ogni giorno tiene in piedi la sanità sarda e una scelta politica che punta a rafforzare stabilità e qualità dell’assistenza nell’Isola».

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