L'associazione Plastic Free restituisce il mare a otto tartarughe ferite: scatta il rilascio simultaneo in sei città

Venerdì 14 giugno i volontari e le Capitanerie di porto caleranno in acqua gli esemplari di Caretta caretta curati nei centri specializzati. L'operazione coinvolge le coste di Genova, Viareggio, Pescara, Castro, Stintino e Lampedusa.

Venerdì 14 giugno l'organizzazione di volontariato Plastic Free coordinerà la liberazione simultanea di otto tartarughe marine della specie Caretta caretta, precedentemente recuperate in fin di vita lungo le coste italiane. Le operazioni di rilascio avverranno in contemporanea nelle acque di Genova, Viareggio, Pescara, Castro Marina, Stintino e Lampedusa. L'iniziativa, ribattezzata Italian Turtle Day, anticipa di quarantotto ore la giornata mondiale dedicata alla salvaguardia di questi rettili acquatici, minacciati costantemente dall'ingestione di rifiuti plastici, dall'impatto con le eliche dei motori marini e dalle catture accidentali nelle reti da pesca industriali.

A tracciare il quadro dell'intervento è Rosapia Reale, vicepresidente della sigla ambientalista, che evidenzia lo sforzo congiunto tra la rete ospedaliera e gli organi dello Stato preposti al controllo delle coste: “Il 14 giugno sarà una giornata di grande emozione, ma anche di forte responsabilità – dichiara Rosapia Reale, vicepresidente di Plastic Free Onlus – Vedere una tartaruga marina tornare in mare significa assistere a una piccola vittoria della cura sull’indifferenza. Ognuno di questi animali è stato salvato grazie a una rete preziosa fatta di competenze, passione e collaborazione tra centri di recupero, istituzioni, Capitanerie di Porto, volontari e cittadini. Ma ogni liberazione ci ricorda anche quanto sia fragile l’equilibrio del mare e quanto pesino i nostri comportamenti quotidiani. Le tartarughe marine vivono nel Mediterraneo da milioni di anni, ma oggi devono affrontare minacce sempre più gravi: plastica, reti, ami, traffico nautico, degrado degli habitat – prosegue Reale – Come Plastic Free crediamo che la tutela dell’ambiente non possa fermarsi alla raccolta dei rifiuti. Proteggere il mare significa anche difendere la biodiversità, sostenere chi ogni giorno soccorre gli animali in difficoltà e sensibilizzare cittadini, scuole e istituzioni”.

Il programma delle liberazioni copre l'intera penisola. A Genova, i militari della Capitaneria di Porto metteranno a disposizione una motovedetta per riportare in mare aperto l'esemplare chiamato Lorena, curato nel centro di recupero collegato all'Acquario cittadino. Sulla costa toscana, al largo del porto di Viareggio, sarà invece rilasciata Dede, una tartaruga dotata di un microchip elettronico e di una targhetta metallica di riconoscimento per il tracciamento dei suoi futuri spostamenti. Spostandosi sul versante adriatico, le operazioni interesseranno le acque di Pescara: a tre miglia nautiche dalla costa abruzzese ritroverà la libertà Lacey, riabilitata dal Centro Studi Cetacei locale. Più a sud, in provincia di Lecce, le banchine del porto turistico di Castro Marina faranno da base per l'immissione in acqua di quattro esemplari, alla presenza dei funzionari del ministero degli Esteri impegnati in un corso internazionale di specializzazione sullo sviluppo costiero.

Il contingente sardo opererà nel nord-ovest dell'isola, sulla spiaggia della Pelosa a Stintino. I responsabili dell'Area Marina Protetta e del Parco dell'Asinara rilasceranno Caterina, un rettile incappato in una rete da pesca a metà marzo e consegnato ai veterinari dagli stessi lavoratori del mare. L'intervento clinico più complesso riguarda tuttavia Lampedusa, dove l'Unità di Soccorso e la Capitaneria riporteranno nel Canale di Sicilia la tartaruga Lina. L'esemplare ha subito l'amputazione di un arto dopo essere rimasto incastrato tra le rocce del fondale lo scorso ottobre, salvato in piena notte da un sommozzatore della Guardia Costiera che si è immerso durante una forte mareggiata. L'incidente riporta l'attenzione sull'inquinamento sistemico del bacino, come rimarca Reale nella chiusura della sua dichiarazione: “La plastica dispersa nell’ambiente non resta mai dove viene abbandonata – aggiunge Reale (Plastic Free) – Raggiunge fiumi, spiagge e mare, si frammenta, entra nella catena alimentare e può diventare una trappola mortale per gli animali marini. Le tartarughe spesso scambiano sacchetti e frammenti per cibo, con conseguenze drammatiche. Per questo le liberazioni del 14 giugno non saranno solo momenti emozionanti, ma occasioni di consapevolezza: ogni rifiuto evitato, raccolto o correttamente smaltito può fare la differenza”.

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