Il presidente della commissione consiliare Sanità, Christian Mulas, denuncia l'esclusione della struttura cittadina dai tavoli di programmazione e teme l'addio ai pazienti neurologici.
Il futuro del reparto di Riabilitazione dell'Ospedale Marino di Alghero finisce al centro del dibattito sulle riorganizzazioni mediche del nord Sardegna. Il presidente della commissione consiliare Sanità del Comune, Christian Mulas, denuncia il rischio di un depotenziamento della struttura costiera. Le preoccupazioni dell'amministrazione cittadina nascono dalle recenti discussioni portate avanti dall'Azienda socio-sanitaria locale (Asl) di Sassari, l'ente che gestisce la sanità territoriale, per ridisegnare l'assistenza riabilitativa e la cosiddetta rete Stroke, ovvero il sistema clinico di intervento rapido e di recupero dedicato alle persone colpite da ictus. Secondo l'esponente politico algherese, le scelte programmatiche in corso punterebbero a rafforzare altre strutture del territorio, escludendo sistematicamente il presidio di Alghero dai tavoli decisionali.
I dubbi si concentrano sui numeri della sanità locale e sul mantenimento dei servizi attualmente erogati. I documenti regionali assegnano alla Asl sassarese un contingente di trentacinque posti letto per la riabilitazione funzionale e dieci per il recupero neurologico, ma al momento sull'intero territorio ne risultano attivati soltanto ventitré. L'Ospedale Marino conta oggi ventiquattro posti operativi, supportati da servizi ambulatoriali e da un reparto di degenza diurna, il day hospital, in attesa di essere attivato. A fronte dell'ingresso del nuovo direttore della struttura, previsto per il primo luglio, il Comune teme che il cambio di guardia si traduca in una contrazione dell'offerta sanitaria anziché in un potenziamento delle attività mediche.
Il timore dell'amministrazione è che l'ospedale venga progressivamente orientato alla sola riabilitazione ortopedica, bloccando di fatto gli ingressi per chi necessita di cure specialistiche post-ictus. Mulas interroga formalmente i vertici sanitari per sapere se gli attuali posti letto verranno mantenuti o se l'orizzonte prevede una progressiva riduzione dei ricoveri ad Alghero, a discapito dei malati neurologici in fase di stabilizzazione.
Per garantire la sopravvivenza del reparto, il presidente della commissione chiede di strutturare un protocollo operativo blindato tra la Asl e l'Azienda Ospedaliero-Universitaria (Aou) di Sassari, il grande ospedale centrale ad altissima specializzazione, definito Hub, che gestisce le fasi critiche delle malattie. Il documento dovrebbe regolare il flusso dei malati, garantendo il passaggio dal polo sassarese a quello algherese una volta superata l'emergenza clinica. “È corretto che i casi più complessi vengano trattati nelle strutture ad alta specializzazione, ma è altrettanto indispensabile che, una volta stabilizzati, i pazienti possano proseguire il loro percorso di recupero in strutture dedicate come il Marino, attraverso procedure chiare di trasferimento, continuità assistenziale e presa in carico”, precisa Mulas. L'intervento del rappresentante comunale si chiude pretendendo dalla Asl di Sassari un chiarimento pubblico e definitivo sulle tipologie di pazienti che verranno accolte nel prossimo triennio e sulle azioni previste per scongiurare il ridimensionamento della struttura.