Il sangue sul lungomare riaccende l'emergenza sicurezza a Olbia: ventenne accoltellato alla gola e aggressore in fuga

Un giovane è ricoverato al Giovanni Paolo II dopo una violenta lite esplosa a mezzanotte. Il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia denuncia l'inadeguatezza degli organici, fermi a cinquanta unità, e intima alle istituzioni di potenziare il presidio sul territorio.

La violenza torna a sporcare le notti di Olbia, trasformando un banale diverbio in un tentato omicidio. Intorno alla mezzanotte del trenta maggio, sul lungomare cittadino e a pochi passi dal monumento ai Caduti, un giovane del posto di circa vent'anni è stato vittima di una brutale aggressione. Al culmine di una lite le cui ragioni sono ancora al vaglio degli inquirenti, il ragazzo è stato raggiunto alla gola e alla testa dai fendenti sferrati da un coetaneo armato di lama. Mentre l'aggressore si dileguava nel buio facendo perdere le proprie tracce, il ferito è stato soccorso e trasportato d'urgenza all'ospedale Giovanni Paolo II. Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato locale, che hanno immediatamente avviato la caccia all'uomo per dare un volto e un nome al responsabile.

L'episodio di sangue non è un fulmine a ciel sereno, ma si innesta in un tessuto urbano da tempo attraversato da tensioni crescenti. La città gallurese fa i conti con un'escalation di risse, uso di armi e turbative dell'ordine pubblico che hanno già spinto la Questura a disporre la chiusura forzata di diversi locali notturni, nel tentativo di arginare le situazioni di maggiore criticità. Di fronte a questo scenario, il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia della provincia di Sassari, attraverso il documento siglato dal segretario provinciale Massimiliano Pala, ha diffuso un'analisi che suona come un atto d'accusa contro l'immobilismo degli apparati statali.

La tesi del sindacato poggia sui numeri e sulla geografia. Olbia non è più un centro di provincia, ma un polo economico e turistico dotato di un aeroporto internazionale, un porto di prima grandezza e infrastrutture strategiche, capace di attrarre milioni di visitatori durante i mesi estivi. A fronte di questa espansione demografica e commerciale, il presidio di sicurezza è rimasto ancorato a parametri anacronistici. La Polizia di Stato opera sul territorio con una forza in servizio di circa cinquanta agenti, una dotazione numerica che l'organizzazione sindacale definisce del tutto inadeguata a fronteggiare i carichi di lavoro e le richieste di una collettività sempre più esposta alla criminalità predatoria e alla violenza di strada.

Per uscire dall'emergenza, i rappresentanti degli agenti chiedono di superare le pastoie burocratiche e di elevare il Commissariato locale a rango dirigenziale. Non si tratta di una semplice medaglietta amministrativa, ma del passaggio a un inquadramento superiore che impone per legge l'assegnazione di un numero maggiore di uomini e donne in divisa, il potenziamento dei nuclei investigativi e un rafforzamento strutturale delle attività di pattugliamento preventivo. Investimenti che il sindacato ritiene ormai indispensabili per restituire serenità alla convivenza civile e garantire a chi indossa la divisa di poter operare in condizioni di sicurezza e operatività.

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