I ragazzi tra i diciotto e i venticinque anni raccontano il pellegrinaggio in Polonia nei luoghi dell'Olocausto. L'assessora Andreozzi interviene alla Casa del quartiere di Is Mirrionis per difendere gli investimenti sui percorsi di educazione civica.
Ieri pomeriggio, giovedì ventotto maggio, gli spazi della Casa del quartiere di Is Mirrionis, insediata nell'ex Hangar di via Nebida a Cagliari, hanno ospitato la chiusura formale del progetto "Promemoria Auschwitz 2026". Si tratta del momento di sintesi di un percorso di educazione alla cittadinanza europea destinato ai ragazzi di età compresa tra i diciotto e i venticinque anni. L'iniziativa, strutturata a tappe, è promossa sull'Isola dalle associazioni di promozione sociale Arci Sardegna e Deina, con il sostegno finanziario e istituzionale del Comune di Cagliari.
L'incontro ha segnato il traguardo di un itinerario che ha intrecciato l'approfondimento storico, sociale e civile. Il culmine dell'esperienza formativa si è consumato sul campo con la trasferta in Polonia, a Cracovia, dove i giovani hanno ispezionato i luoghi simbolo della memoria continentale. Le delegazioni hanno varcato i cancelli dell'ex ghetto ebraico, percorso i corridoi del museo allestito nella fabbrica di Oscar Schindler e camminato all'interno dei perimetri dei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. Rientrati in città, i partecipanti hanno trasformato la seduta pubblica in una restituzione collettiva, consegnando alla platea riflessioni, testimonianze dirette, filmati e impressioni maturate nei mesi di preparazione e durante i giorni di viaggio.
A tracciare la linea dell'amministrazione cittadina è intervenuta l'assessora Giulia Andreozzi, titolare delle deleghe alla Pubblica istruzione, al sostegno allo studio e alle Politiche giovanili. L'esponente della giunta ha inquadrato l'iniziativa oltre il perimetro della semplice trasferta: “Promemoria Auschwitz non è soltanto l’opportunità di un viaggio a Cracovia, si tratta infatti di un vero e proprio percorso educativo e di crescita”. La dichiarazione è poi proseguita delineando l'indirizzo politico del municipio di fronte alle turbolenze internazionali: “Le ragazze e i ragazzi che oggi hanno restituito alla città la propria esperienza, anche dal punto di vista relazionale e umano, ci dimostrano quanto sia necessario continuare a investire in progetti capaci di sviluppare spirito critico, consapevolezza storica e partecipazione democratica. Ora abbiamo dei giovani più coscienti di ciò che è accaduto e accade nel mondo: saranno loro gli ambasciatori della memoria di domani. In un tempo segnato da conflitti, tensioni e rigurgiti di odio e discriminazione, educare una nuova generazione di giovani europei al valore della memoria rappresenta una responsabilità fondamentale delle istituzioni”.
Il resoconto delle attività si innesta su una programmazione che vanta radici consolidate. Il programma è attivo in Sardegna dal 2012 e ha finora coinvolto oltre millecinquecento ragazzi. Nel 2019 l'impianto organizzativo è stato premiato dalla Commissione Europea con l'Altiero Spinelli Prize, un riconoscimento assegnato per l'alto valore formativo dell'impianto didattico, a cui si è aggiunto nel 2025 il patrocinio formale concesso dalle due aule del Parlamento italiano, il Senato della Repubblica e la Camera dei Deputati.