Lo scudo europeo sul pane sardo: a Nuoro il vertice decisivo per l'IGP di Carasau e Pistoccu

Venerdì 27 marzo la Camera di Commercio fa il punto sull'iter ministeriale per la registrazione del marchio. Dai controlli alle vendite nei supermercati: strategie per difendere l'identità e conquistare il mercato.

La ricetta è antica, ma per difenderla dai falsi serve un timbro moderno. Venerdì 27 marzo 2026, alle ore 10:00, la Sala Conferenze della Camera di Commercio di Nuoro (in via Papandrea 8) ospiterà un tavolo tecnico cruciale per il futuro dei due prodotti da forno più iconici dell'isola: il Pane Carasau di Sardegna e il Pane Pistoccu d’Ogliastra. L'obiettivo è tracciare il bilancio sul percorso di riconoscimento del marchio IGP e misurarne l'impatto economico.

Il dossier romano e i nuovi loghi I lavori, aperti dal presidente dell'ente camerale Agostino Cicalò, entreranno subito nel merito tecnico. I consulenti di Bioeco SRL, Maria Antonietta Dessì e Piergiorgio Chelucci, relazioneranno sullo stato di avanzamento del dossier depositato negli uffici del Ministero dell'Agricoltura. Subito dopo, la parola passerà al fronte dei produttori. Fabrizio Di Napoli (presidente del Comitato Promotore per il Carasau), affiancato da Davide Ferreli e Alessia Demurtas (vertici del Comitato per il Pistoccu), sveleranno ufficialmente i nuovi loghi delle due IGP, ribadendo la necessità di fare blocco unico tra i laboratori artigianali per tutelare la filiera. Cosa si intende per IGP, MASAF e DOP EconomyIGP (Indicazione Geografica Protetta): È uno scudo legale dell'Unione Europea. Certifica che un prodotto possiede una determinata qualità dovuta alla sua origine geografica e garantisce che almeno una fase della produzione avvenga in quel territorio. Serve a impedire che un'azienda estera venda "Pane Carasau" prodotto fuori dalla Sardegna. MASAF: È l'acronimo del Ministero dell'Agricoltura italiano, l'ente che deve esaminare e approvare le regole di produzione prima di inviare la pratica a Bruxelles. DOP/IGP Economy: È il volume d'affari generato dai prodotti tipici certificati. Un mercato che vale miliardi, perché il consumatore è disposto a pagare di più per un alimento tracciato, garantito e fortemente legato a un territorio.

Scaffali, controlli e l'esempio del Grana Padano Ottenere la certificazione è la premessa, vendere il prodotto è il fine. Delle logiche di mercato discuteranno i vertici della grande distribuzione organizzata: Michele Orlandi (Direttore Rete CONAD Sardegna) e un delegato del Gruppo IBBA – CRAI Sardegna spiegheranno come i marchi tutelati si posizionano sugli scaffali. A garantire che le regole vengano rispettate da tutti ci penserà Enrico De Micheli, direttore dell'organismo di controllo RINA Agrifood.

Per dimostrare i vantaggi reali di una gestione collettiva del marchio, il convegno ospiterà due pesi massimi del settore nazionale: Giorgio Fontana, esponente del Consorzio per la Tutela del Grana Padano, e Cesare Mazzetti, presidente della Fondazione Qualivita, che analizzerà le strategie per trasformare un pane tradizionale in un motore di crescita sostenibile per tutto il territorio.

Le conclusioni politiche A tirare le fila della mattinata, moderata dal giornalista Giuseppe Deiana, sarà l'Assessore Regionale all’Agricoltura, Francesco Agus. A lui il compito di illustrare le strategie di Viale Trento per sostenere le produzioni di qualità e consolidare la filiera del grano sardo. A margine del dibattito, spazio alle domande del pubblico e all'esposizione con degustazione dei prodotti.

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