Operazione antibracconaggio tra Masainas, Portoscuso e Giba. Sequestrati decine di impianti di cattura illegali, letali per l'avifauna. Liberati un barbagianni e un gheppio. L'offensiva in vista dell'estate.
di Pasqualino Trubia
Nelle campagne del Sulcis la caccia di frodo non usa solo i fucili, ma reti invisibili e trappole a scatto. Nelle scorse ore, gli agenti del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale hanno smantellato una vasta rete di bracconaggio collinare che si estendeva tra i territori di Giba, Masainas e Portoscuso.
L'arsenale sequestrato
I forestali, in forza alla Stazione di Sant'Antioco, hanno individuato e disarmato decine di postazioni abusive. Gli strumenti utilizzati dai bracconieri erano strutturati per intercettare il passaggio degli uccelli in modo massivo e indiscriminato. Il reato contestato in questi casi è l'uccellagione. Di cosa si tratta? A differenza della caccia legale, che prevede l'abbattimento mirato con arma da fuoco in periodi precisi dell'anno, l'uccellagione usa reti, lacci o vischio. È un metodo vietato in tutta Europa perché "non selettivo": la trappola non distingue tra una preda cacciabile e una specie rara. Chi vi finisce dentro, resta incastrato fino a morire di stenti.
La liberazione dei rapaci
L'assenza di selezione di queste trappole è certificata dai ritrovamenti effettuati dagli agenti. Nelle reti e nei meccanismi a scatto erano finiti volatili di ogni tipo.
Tra questi, i forestali hanno rinvenuto anche predatori di vertice, rigorosamente protetti dalla legge: un gheppio e un barbagianni.
Entrambi i rapaci, fortunatamente trovati ancora in vita, sono stati liberati immediatamente sul posto e restituiti al loro habitat. Le carcasse degli animali ormai morti, invece, sono state sequestrate insieme a tutta l'attrezzatura illegale rimossa dalle colline.
Il bracconiere intercettato
L'operazione non si è limitata alla bonifica del territorio. Nelle campagne di Giba, i forestali hanno intercettato la mano dietro le trappole.
Un uomo è stato sorpreso in flagranza di reato (ovvero colto sul fatto proprio mentre stava armeggiando sugli impianti illeciti) ed è stato segnalato all'Autorità Giudiziaria.
L'allerta per l'estate
L'azione del Corpo Forestale non si ferma qui. Con l'arrivo della primavera e dell'estate, il bracconaggio nel Sulcis Iglesiente vive storicamente una recrudescenza. La nota della Forestale specifica che nei prossimi mesi l'attenzione si sposterà sulla tutela degli ungulati. Chi sono? Nel nostro territorio, il termine fa riferimento ai grandi mammiferi con gli zoccoli, come cinghiali, cervi e daini, che durante la stagione calda diventano le prede più ambite (e redditizie) per i cacciatori di frodo che piazzano cavetti d'acciaio nei boschi.