5ª Tappa Giro 2026 - Due tonfi e una resurrezione a Potenza

  203 km da Praia a Mare a Potenza sotto un temporale violento, tra pioggia battente, grandine e cadute. Una fuga qualificata, una salita selettiva e una squadra che non c'è: tutto converge su un finale di rara crudeltà che ridisegna la classifica generale. Praia a Mare ha il cielo plumbeo quando i corridori firmano il foglio di partenza. Alle 12:17 comincia il trasferimento sui cinque chilometri e novecento metri di passerella, e dieci minuti più tardi la pioggia comincia a battere sulla colonna. Il via ufficiale arriva alle 12:29, mentre Matyáš Kopecký è ancora fermo sul ciglio per un problema al pedale. Sulle prime rampe del Prestieri si fa selezione. Alle 12:56 Victor Campenaerts allunga, e in prima persona risponde la Maglia Rosa: Ciccone esce dal gruppo con O'Connor e Gee, un atto di carattere che spezza la corsa. Dietro, una trentina di velocisti perde le ruote: Jonathan Milan paga subito. Davanti Christen attacca, Ciccone risponde, Silva e Rubio si lanciano avanti, e a -180,5 km Afonso Eulálio rientra su di loro: 8" di vantaggio.

  Comincia a cadere quasi grandine. A -175,8 km, sul GPM di Prestieri, Einer Rubio fa bottino pieno davanti a Silva ed Eulálio. In discesa la fuga si compone definitivamente. A -163,8 km sono in tredici al comando: Eulálio, Rubio, Manuele Tarozzi, Lorenzo Milesi, Ben Turner, Gianmarco Garofoli, Campenaerts, Igor Arrieta, Jhonatan Narváez, Martin Tjøtta, Christian Scaroni, Guillermo Silva e poco dopo anche Darren Rafferty. Non una fuga di comprimari: dentro ci sono nomi pericolosi per la generale, a partire da Rubio che paga appena dieci secondi a Ciccone. La Lotto Intermarché tira il plotone, Damiano Caruso si porta davanti per Eulálio, il margine cresce. A -118 km Mathys Rondel finisce contro il lunotto dell'ammiraglia della UAE Team Emirates XRG, ma resta in piedi e poco dopo rientra in gruppo. A -134 km Tarozzi passa per primo al traguardo volante di Francavilla in Sinni, senza alcuna volata, con il plotone a 1'48". A -83,2 km torna la grandine, e la Red Bull BORA hansgrohe si schiera in testa al gruppo. La temperatura cala, l'asfalto è uno specchio. Comincia la Montagna Grande di Viggiano, 6,6 km al 9,1% medio, prima vera salita di questo Giro. A -60,3 km Igor Arrieta scatta dalla fuga, e nel giro di pochi tornanti rompe gli equilibri: la prima fuga esplode. A -58,7 km Arrieta ha 26" sugli ex compagni e 1'56" sul plotone. Una moto di ripresa cade in salita senza conseguenze, mentre alcuni tifosi si girano verso le telecamere. Alle 16:14 Eulálio si lancia all'inseguimento da solo, e a -50 km, due chilometri prima dello scollinamento, aggancia lo spagnolo. Si guardano, capiscono che è il momento di fare squadra. A -46,8 km, sul GPM, Arrieta fa bottino davanti a Eulálio. Poco dopo Paletti finisce fuori strada, ma rientra in sella grazie alle qualità di ciclocrossista. E qui si consuma il pezzo amaro della giornata. Dietro si formano i gruppetti, con Garofoli, Scaroni, Silva e Milesi a inseguire, mentre più indietro Andrea Raccagni Noviero, Johannes Kulset e Koen Bouwman escono dal plotone. Ma è in plotone che Ciccone si rende conto della verità: nessuno tira per lui.

  La Lidl Trek non c'è. Derek Gee West, leader della squadra per la classifica generale, ha le sue ambizioni di Roma e non muove un metro. A -36,8 km, dopo un conciliabolo con Gee, è Ciccone stesso, in Maglia Rosa, a portarsi in testa al plotone e a tirare da solo, ostinato, per limitare la voragine. Gee resta in coda al gruppo, vicino all'ammiraglia. Una scena rara: un capitano in rosa che si arrangia. A -28,4 km Eulálio incassa anche l'abbuono del Red Bull km. A -22 km il plotone Maglia Rosa è a 5'53", Ciccone desiste: i battistrada vanno troppo forte. La sua giornata in rosa si consuma sotto la pioggia con la mantellina addosso. E poi comincia la lunga discesa su Potenza, venti chilometri di curve su asfalto saturo: la tappa diventa romanzo. Eulálio gestisce, sa che la Rosa è sua, basta arrivare. Ma è Arrieta il primo a tradire la prudenza: a -13,6 km lo spagnolo prende troppo coraggio in una curva a sinistra, perde l'anteriore sul bagnato, finisce a terra. Cambio di bicicletta, e si ritrova a 32" dal portoghese. E per qualche istante la corsa pare sigillata: Eulálio solo al comando, vittoria di tappa e Rosa in tasca. Sette chilometri più giù, però, anche il portoghese non tiene la bicicletta in piedi. A -6,5 km Eulálio preme troppo il freno anteriore in una curva, scivola, finisce sull'asfalto. Cambio bici al volo, e a -6,1 km si ritrovano insieme, due naufraghi sulla stessa zattera. Cade un'altra moto di ripresa, ancora senza danni. Si tolgono gli smanicati. A -4,8 km, per la prima volta in tutta la giornata, esce un raggio di sole su Potenza. Ma la corsa non è finita: a -2,9 km Arrieta sbaglia ancora una curva, va dritto, finisce imbrigliato su un nastro. Eulálio scappa di nuovo, all'ultimo chilometro ha 7" di margine.

  Lo strappo del centro di Potenza, 1,3 km al 7% medio con punte al 12%, è la sentenza. Eulálio si pianta, le gambe non rispondono più. Arrieta non perde la lucidità, rilancia disperato. Lo raggiunge sui muri della città, gli si mette in scia, lo affianca, lo passa. Igor Arrieta taglia il traguardo con 2" sul portoghese, le braccia alzate, il sangue dei tornanti ancora a rigargli gli avambracci. Poi si porta i palmi sul viso, incredulo: seconda affermazione consecutiva per la UAE Team Emirates XRG dopo Cosenza. Afonso Eulálio taglia il traguardo subito dopo, dolorante ma commosso, terzo portoghese di sempre a vestire la Rosa, e i due rivali si abbracciano. Terzo a 51" Guillermo Silva. "È il successo più importante della mia carriera," dice a caldo lo spagnolo, dedicando la vittoria a Yates, Vine e Soler caduti nella seconda tappa. Quarto Milesi, quinto Scaroni, sesto Garofoli. Bouwman e Kulset a oltre tre minuti, Raccagni Noviero nono, Crescioli decimo a 4'40". Il plotone arriva a 7'13": una voragine. In classifica generale Afonso Eulálio è nuova Maglia Rosa con 21:27:43. Arrieta a 2'51", Scaroni a 3'34", Raccagni Noviero a 3'39", Kulset a 5'17". Ciccone scivola sesto a 6'12", davanti a Christen, Stork e Bernal a 6'16", Arensman a 6'18". Sevilla conserva l'Azzurra dei GPM, Magnier la Ciclamino, Christen la Bianca. Il Pollino mescola le carte.

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