I derivati tossici presentano il conto ad Alghero mentre la politica cittadina si azzuffa su parchi in rovina e "assessorati immaginari"

L'amministrazione deve coprire un debito imprevisto di oltre un milione di euro figlio delle giunte passate. Nel frattempo, Lega, Fratelli d'Italia, Partito Democratico e Alleanza Verdi Sinistra incrociano le armi sulla gestione del verde pubblico e sulla paralisi amministrativa.

La tensione politica tra i banchi del consiglio comunale di Alghero si consuma all'ombra di un pesante fardello contabile. A innescare lo scontro frontale tra maggioranza e opposizione è il consigliere leghista Michele Pais, che attacca frontalmente il sindaco dipingendo la città come «una splendida nave lasciata in balia del mare, senza una guida, senza una rotta, senza nessuno realmente al timone». Il rappresentante del Carroccio denuncia una paralisi amministrativa certificata, a suo dire, dalle continue convocazioni dell'aula in seconda seduta per mancanza di numero legale, dall'aumento della pressione fiscale e dall'incapacità della giunta di varare la rottamazione dei tributi comunali, lo strumento contabile pensato per permettere ai cittadini di sanare i debiti col fisco a condizioni agevolate. Pais punta il dito anche contro l'assessorato all'Urbanistica, ribattezzato ironicamente dell'immaginazione per l'assenza di risultati tangibili e per aver inscenato finte inaugurazioni di impianti per lo smaltimento della posidonia, la pianta marina che si accumula sui litorali.

La replica della coalizione che sostiene il sindaco arriva dai banchi di Alleanza Verdi Sinistra, che rispedisce le accuse al mittente svelando una voragine nei conti pubblici. Secondo la nota diffusa dal gruppo consiliare, l'aula è chiamata ad approvare la delibera numero 39 per riconoscere un debito fuori bilancio, ovvero una spesa non preventivata nelle casse comunali e priva di coperture, pari a 1.250.178,78 euro. La cifra è il risultato di una condanna emessa dalla Corte d'Appello di Roma riguardante gli Interest Rate Swap, i complessi contratti finanziari ad alto rischio basati sullo scambio di tassi di interesse che il Comune sottoscrisse tra il 2004 e il 2006. La maggioranza difende anche l'operato del proprio assessore in quota Roberto Corbia all'Urbanistica e immaginazione civica, rivendicando l'approvazione del piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche e l'imminente varo degli strumenti che regoleranno il traffico, l'uso delle spiagge e l'espansione edilizia cittadina. Alleanza Verdi Sinistra chiude la polemica con Pais in modo netto, affermando testualmente: «Se l'intento è costruire, troverà sempre porte aperte. Se invece l'obiettivo è continuare con una politica di "bassa lega" fatta di slogan e debiti da pagare, questa amministrazione continuerà a rispondere con la concretezza degli atti e la responsabilità verso i cittadini».

Il fronte dello scontro si sposta poi sulla gestione del verde urbano, accendendo una dura disputa attorno al Parco Gianmarco Manca. Fratelli d'Italia rivendica come una vittoria politica l'approvazione unanime del proprio ordine del giorno, il documento di indirizzo formale che impegna la giunta ad affidare la struttura ai privati tramite una gara pubblica. Pino Cardi, coordinatore cittadino del partito, sollecita l'esecutivo a pubblicare rapidamente il bando per riattivare i chioschi commerciali, chiedendo garanzie affinché il campo sportivo resti libero e gratuito. L'esponente di destra rivendica inoltre la necessità di assegnare all'interno del parco una base logistica ai quaranta volontari dell'AIB, le squadre del servizio Antincendio Boschivo.

La presa di posizione di Fratelli d'Italia provoca l'immediata reazione del Partito Democratico, che accusa l'opposizione di volersi intestare i meriti di un voto corale, ricordando le responsabilità politiche della precedente amministrazione di centrodestra. Secondo i democratici, fu proprio la passata giunta, nella primavera del 2021, a non rinnovare la concessione a chi gestiva l'area verde, abbandonando l'immobile al degrado senza nominarne un custode; un vuoto gestionale che oggi costringerà il Comune a spendere fondi pubblici per i restauri. Il PD smentisce infine l'opposizione anche sul tema logistico: come chiarito in aula dall'assessorato competente, le squadre dell'antincendio non andranno al Parco Manca poiché l'amministrazione ha già individuato e assegnato loro una sede definitiva presso i locali di Villa Maria Pia.

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