Atterrano in Sardegna gli universitari in fuga da Gaza: la Regione finanzia gli studi accademici con centoventimila euro

I primi giovani palestinesi evacuati dalla Striscia hanno raggiunto l'isola. L'amministrazione divide i fondi per dieci borse di studio tra gli atenei di Cagliari e Sassari.

I primi universitari palestinesi evacuati dalla Striscia di Gaza hanno toccato il suolo della Sardegna. L'arrivo dei giovani si lega a un provvedimento approvato nel settembre del 2025 dalla Giunta regionale, l'organo esecutivo dell'isola. La delibera ha autorizzato lo stanziamento di centoventimila euro di fondi pubblici per finanziare dieci borse di studio, del valore di dodicimila euro ciascuna, riservate agli studenti in fuga dai territori del conflitto. Le risorse e le accoglienze sono state divise in parti uguali tra i due principali poli accademici sardi: cinque universitari seguiranno i corsi all'Università di Cagliari e gli altri cinque frequenteranno le aule dell'Università di Sassari.

A promuovere l'impegno finanziario è stata Ilaria Portas, l'esponente politico che siede nell'esecutivo sardo con la delega alla Pubblica istruzione, ai beni culturali e allo sport. A margine dello sbarco dei primi borsisti, l'assessora ha ricostruito l'iter amministrativo che ha portato i profughi sull'isola: "Si tratta di una idea nata negli uffici dell’Assessorato, trasformata in una delibera sostenuta da tutta la Giunta, che oggi si concretizza: la Sardegna si distingue come una terra solidale, in grado di dare un segnale di pace, civiltà e speranza a ragazze e ragazzi che hanno visto il proprio futuro e i propri sogni scippati dalla guerra".

Il contributo economico mira a coprire le spese di soggiorno e di mantenimento necessarie per il completamento della carriera accademica in Italia. Nelle parole di Portas, "Queste borse di studio sono una opportunità concreta perché garantisce agli studenti la permanenza per portare avanti il loro percorso a Cagliari e Sassari. Crediamo che il diritto allo studio e alla cultura non debba essere fermato neanche dai conflitti. Per questo vogliamo dare un segnale forte e chiaro: è sempre possibile fare qualcosa per cambiare lo stato delle cose".

La dichiarazione dell'assessora fissa infine i compiti per le istituzioni chiamate da questo momento a gestire materialmente la logistica e la didattica degli iscritti. "Ringrazio gli Atenei e gli Ersu che certamente dimostreranno il grande cuore dell'isola attivandosi al meglio per garantire l’accoglienza di studentesse e studenti", ha concluso Portas, chiamando in causa direttamente gli Enti regionali per il diritto allo studio universitario, le diramazioni della pubblica amministrazione preposte a fornire le stanze negli studentati e l'accesso alle mense per gli iscritti di Cagliari e Sassari.

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