Davide Nicola ridisegna la squadra. Ma il Bologna ha motivazioni più consone ed il Cagliari si spegne alla distanza

  In un colpo solo ecco il Bologna. Maturità, capacità gestionale, tenuta fisica con pressione alta e rabbiosa fino alla fine, gol e attenzione maggiore nel garantire la protezione della vittoria, ferocia offensiva. Vincenzo Italiano non doveva sbagliare e non ha sbagliato: nel vincere, nel gestire, nel condurre. Partita praticamente condotta dal Bologna dal 15’ del primo tempo in poi tranne fiammate (iniziali, in un tempo e nell’altro) di un Cagliari che Nicola ha provato a cambiare e ricambiare, nel modulo e nell’atteggiamento, ma senza dargli la forza necessaria per fare del male decisivo nel cercare di recuperare la partita. Decidono Orsolini al terzo gol stagionale e Odgaard al secondo in campionato: il tutto con l’aiuto di Ndoye, Moro e Skorupski che via via ha devitalizzato le occasioni create dai sardi. 

  Il Bologna ha trovato la seconda vittoria in dodici gare (Champions compresa) stagionali e dopo 37 giorni dall’ultima a Monza. Un Bologna da viaggio. Nicola stupisce: infila Palomino al fianco di Luperto ed esclude Mina, riappare Prati in mezzo al campo, c’è Obert e il modulo è un 4-2-3-1 con Gaetano largo a sinistra e Zortea largo a destra che formano il 3+1 (dietro a Piccoli) con Viola; Italiano fa la scelta inizialmente giusta con lo stesso, annunciato, 4-2-3-1: mette Odgaard sottopunta di Castro, una sorta di replica della bella prova del danese a casa-Genoa; ai lati Orsolini e Ndoye, in mezzo al campo Moro fa da (puntuale e ispirato) scudiero di Freuler. Il Bologna, che ha vinto una gara su 11 (Champions League compresa), non si prende i tre punti dal 22 settembre e all’ultimo momento manda Ferguson in tribuna per lieve sindrome influenzale dopo averlo convocato a distanza di 198 giorni dall’infortunio (13 aprile); il Cagliari deve riprendersi dalla scoppola subita a Udine ed è per questo che alla vigilia il tecnico Nicola ha chiesto ai suoi più sfacciataggine. Che inizialmente emerge. L’inizio è proprio del Cagliari: al 3’ azione a sinistra, Piccoli prova un cross che, deviato da Lucumi, arriva sul primo palo di Skorupski che sventa un’occasione diventata d’oro, sulla respinta c’è Gaetano, colpo di testa salvato da Freuler. Il Bologna si sveglia: arriva al tiro con Miranda (diagonale salvifica di Obert al 14’) e Orsolini ha una doppia occasione: al 14’ la prima, para Scuffet; al 30’ la più scintillante perché servito in piena area sul piede buono (il sinistro) ma la conclusione è alta. 

  Al terzo tentativo, l’Orso fa centro: Gaetano, contrastato da Moro, si oppone morbidamente su un pallone assestato nel cerchio di centrocampo, palla a Ndoye che (con velo di Castro) serve Orsolini, Luperto “bruciato” e palla nel “sette” per il terzo gol stagionale (e di destro). Il Bologna è in vantaggio al 35’, anche meritatamente considerando il possesso e l’insistenza, le tre occasioni consecutive dopo la grande paura nella doppia occasione all’alba del match procurata da Cagliari con Piccoli e Gaetano. Non ci sono cambi al ritorno in campo delle squadre: ci prova Piccoli (3’) con colpo troppo alto, ci prova Ndoye (4’) ma il tiro non è roba sua, poi ci riesce ancora Odgaard che – al secondo gol stagionale, molto simile a quello realizzato a Genova – lascia partire un tiro preciso sul primo palo che schianta Scuffet dopo il servizio di Lucumi e la schermatura nulla di Prati. Il Cagliari ha la foga addosso nonostante il doppio svantaggio: nel giro di venti secondi, la squadra di Nicola entra in area e solo Skorupski evita serie conseguenze nate dalle iniziative di Gaetano e Marin. Dal 14’ al 28’, Nicola nel cambia cinque: dentro Luvumbo, Augello, Lapadula, Felici e Adopo per il 4-4-2 che poi diventa 4-2-4; Italiano decide di mettere Pobega per Odgaard ma poi anche Posch, Fabbian, Dallinga e Holm. Il Cagliari via via si spegne, il Bologna ritrova la vittoria e dà soprattutto segnali di maturità: sabato riceverà in casa il Lecce, il Cagliari invece viaggerà verso casa-Lazio.

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