Il Lince e il Doganiere: il Cagliari affida la rotta al coraggio dei giovani

Il Cagliari riparte da un tandem che sa di romanzo popolare e di fumetto d’altri tempi: il Lince e il Doganiere. Due uomini che, messi insieme, potrebbero scrutare l’orizzonte anche in mezzo alla nebbia più fitta e fermare chiunque al confine di un’area di rigore immaginaria.

Guido Angelozzi, il Lince, si presenta con il sorriso sornione di chi la sa lunga: «Da Bonato eredito un ottimo lavoro. Ringrazio il Cagliari per avermi cercato e segnatamente il presidente Stirpe del Frosinone, il quale mi ha liberato nonostante avessi un altro anno di contratto. Giulini mi ha chiamato un lunedì giusto in tempo, poiché il martedì stavo per firmare con un’altra società. Con Pisacane abbiamo in comune l’idea di valorizzare i giovani ed inoltre dovrò conoscere nei particolari tutta la rosa attualmente a disposizione per capire chi potrà restare e chi lo vorrà. Io giocatori con il mal di pancia non ne voglio».

Al suo fianco c’è Fabio Pisacane, il Doganiere. Un uomo che ha fatto la gavetta, passando dal campo alla Primavera e ora alla prima squadra. «È nostra intenzione, assieme allo staff, provare a sviluppare un discorso improntato sul ringiovanimento della squadra. Alcuni dei ragazzi che ho guidato lo scorso anno potrebbero essere valutati per la massima serie. Verranno tutti con noi in ritiro. Ai giovani va data anche la possibilità di sbagliare, fa parte del loro percorso di crescita. Io non sono Guardiola, prometto però tanto sacrificio ed impegno giornaliero sul campo. I nostri Primavera sono tutti ragazzi di 20 anni e non possiamo dire che sono giovani, poiché a quell’età ci sono elementi che fanno già la Champions e pure da protagonisti».

Pisacane ritroverà anche compagni di battaglie passate: «Siamo riusciti assieme a raggiungere discreti risultati. Adesso la massima concentrazione per riuscire a dare al Cagliari quelle soddisfazioni che merita».

Il Lince e il Doganiere partono senza proclami, con la dignità silenziosa di chi conosce la fatica vera. Niente voli pindarici, solo piedi saldi sul prato. Il mercato? Verrà affrontato senza fretta, perché la fretta, si sa, è cattiva consigliera.

In un calcio sempre più gonfio di parolai e miraggi, la scelta di Cagliari somiglia a un ritorno alle radici contadine: zappa, sudore, terra sotto le unghie. E chi non accetta di sporcarsi, può restare oltre la dogana.

Il Lince osserva, il Doganiere controlla. Intanto, Cagliari sogna.

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