DNA SERIE A: a reti bianche

  Ah, il campionato italiano di Serie A è scarso. Lo scrivo in apertura e non voglio essere frainteso. È scarso di competitività, di emozioni. Il calcio italiano cura molto di più la fase difensiva che quella offensiva. Siamo maestri nel difenderci, ma non nell'attaccare. Mi ricordo Ian Rush, un attaccante gallese che giocava nel Liverpool negli anni '80. Nel campionato inglese segnava a raffica e decise di approdare in Italia. Fu un flop clamoroso, ma come dice una canzone di Celentano, C'è sempre un motivo. Il calcio inglese è sempre stato famoso per le marcature da 5 metri, dette anche "marcature leggere".

  In Italia, Ian Rush fu letteralmente bullato dai difensori italiani, mentre Alan Shearer, bomber del Newcastle, preferì desistere dall'assaggiare il calcio italiano. Ma questo è il nostro calcio: gli attaccanti italiani segnano poco, e non solo in Italia, ma anche fuori dai confini. Il capocannoniere della Nazionale Italiana è ancora il grande Gigi Riva, e questo giustifica la carenza attuale degli attaccanti italiani sotto porta. Sono i numeri che ci spiegano perché le squadre italiane fanno fatica in Europa: sono quelle che verticalizzano di meno, creano meno, perché la mentalità è quella. Si preferisce non prenderle piuttosto che darle. Provate a leggere una qualsiasi classifica di Serie A a fine stagione: sembrano tre campionati in uno. 

  C'è una differenza di punti importante tra la prima e la decima, o tra la decima e l'ultima, e tutto questo ci dice, purtroppo, che il livello è molto basso. Sembra incredibile, ma pare che sia più facile vincere il campionato che ottenere una salvezza. Forse il problema sta proprio nella mentalità. Un weekend calcistico in Italia non passa mai indenne: di una singola partita se ne può parlare anche per un mese di fila, senza sconti. Il calcio è uno sport meraviglioso, forse perché è opinabile. Ma ricordatevi: la strada è di chi se la piglia.

Sport

12ª Tappa Giro 2026 - Stoccata nella terra dei Campionissimi, gerarchie ferme
  La frazione che doveva consacrare gli sprinter scivola via dalle dita delle ruote veloci sull'Appennino ligure, e nella patria di Coppi e Girardengo il colpo arriva da chi sa pungolare nel momento giusto. Quando alle 13:19 il chilometro zero rotola sotto le ruote, Imperia è già un'eco lontana e il mare resta a sinistra come un compagno ...

Cagliari accende l'America's Cup: il Bastione di Saint-Remy incorona i giganti del mare.
  Un brivido profondo di musica e orgoglio ha attraversato il cuore antico di Cagliari. Sulla Terrazza del Bastione di Saint-Remy, sospesa tra il cielo e il Golfo degli Angeli, si è alzata ufficialmente la tela sulla Louis Vuitton 38ª America's Cup - Regata Preliminare Sardegna. Una cerimonia inaugurale coinvolgente , che ha trasformato il mon...

11ª Tappa Giro 2026: Sotto Cogorno la fuga e il silenzio dei big
  Tappa per attaccanti tra Toscana e Liguria, oltre trenta corridori a tentare la mossa nei primi cento chilometri. Lo sprint a due sul lungomare di Chiavari decide la frazione. Gli uomini di classifica si studiano, le gerarchie restano immobili. A Porcari il rito iniziale è quello della carta. Lo stabilimento Sofidel domina la piana lucch...

10ª Tappa Giro 2026 - Quaranta chilometri di solitudine, le distanze si riscrivono
  Sul lungomare di Viareggio il cielo è una lastra grigia che incombe sulle Apuane, e la corsa riparte dal secondo giorno di riposo con la sua giornata più astratta. Niente gruppo, niente scia, niente avversario in carne e ossa: soltanto quarantadue chilometri quasi interamente rettilinei, due inversioni a U e un unico nemico, il tempo. L...