Apnea notturna nel sonno: In Italia sono 400mila i pazienti diagnosticati

  “Pur essendo ad oggi una patologia sottostimata e sotto-diagnosticata, si stima che in Italia siano circa 7,5 milioni le persone (tra adulti e bambini) affette da Apnea Ostruttiva nel Sonno (OSA), di cui 4 milioni con quadro moderato-grave. I pazienti attualmente diagnosticati sono circa 400mila, ma solo in 250mila seguono una terapia”. Per questo oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Sonno, l’Associazione Apnoici Italiani (APS) vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi che l’OSA può portare in termini di salute, partendo dal messaggio lanciato quest’anno dalla World Sleep Society: ‘Sleep is essential for health’, cioè ‘Dormire è essenziale per la salute’.

  Ma cos’è l’Apnea Ostruttiva nel Sonno? Si tratta di un disturbo respiratorio nel sonno dovuto a ricorrenti episodi di parziale o completo collabimento delle vie aeree superiori. Nei soggetti OSA, durante il sonno, si ha una riduzione dell’ossigeno nel sangue e un’alterazione a carico del bilancio del sistema nervoso autonomo con sofferenza dei tessuti di vari organi ed innesco di processi infiammatori che conducono ad un incremento di morbilità e mortalità cardiovascolare e non solo. “La condizione cronica di apnee ostruttive- spiega Luca Roberti, presidente dell’Associazione Apnoici Italiani- può favorire la comparsa di eventi ischemici vascolari fino all’infarto miocardico o all’ictus, ipertensione arteriosa spesso resistente ai farmaci, aritmie come la fibrillazione atriale e dismetabolismi come il diabete di tipo 2”. 

  Le ripercussioni della mancata diagnosi e del mancato trattamento di questa patologia determinano quindi sul piano sociale un “diretto aumento della morbilità e della mortalità- prosegue Roberti- un aumento dei costi sanitari, una perdita di produttività imputabile ad un aumento delle giornate di assenza dal lavoro e ad una ridotta performance lavorativa, con un maggior rischio di infortuni sul lavoro e domestici ed incidenti stradali dovuti alla eccessiva sonnolenza diurna”. In particolare, nel 2016 la Conferenza permanente delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano aveva stimato in 2,9 miliardi di euro la quota dei costi sanitari totali per questa patologia. Il documento di indirizzo del ministero della Salute, intanto, prevede la creazione di Percorsi Diagnostici Terapeutici e Assistenziali (PDTA), dei percorsi strutturati di presa in carico dalla diagnosi al follow-up con un approccio multidisciplinare. “Alcune Regioni hanno creato questi percorsi, ma come spesso accade questi documenti non vengono resi operativi- rimarca infine il presidente dell’Associazione Apnoici Italiani- Nelle scorse settimane la Regione Lazio ha approvato il documento PDTA. Le regioni che attualmente lo hanno deliberato sono Abruzzo, Emilia-Romagna, Basilicata, Puglia, Sicilia, Toscana e Umbria, mentre la Regione Lombardia sta lavorando ad un proprio documento. Facciamo allora appello alle altre Regioni- conclude Roberti- di dotarsi del documento PDTA”. Si discuterà anche di questo martedì prossimo, 21 marzo, nel corso di una conferenza stampa, organizzata su iniziativa dell’on. Maria Carolina Varchi, dal titolo ‘Proposta di Legge C. 765 Riconoscimento dell'Apnea Ostruttiva nel Sonno come malattia cronica e invalidante’. L’appuntamento è alle ore 12 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (in via della Missione, 4). Partecipano: l’On. Maria Carolina Varchi, componente Il Commissione Giustizia - FDI; l’on. Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato alla Salute; l’on. Andrea Quartini, componente XII Commissione Affari Sociali (M5S); l’on. Gian Antonio Girelli, componente XII Commissione Affari Sociali (PD); Luca Roberti, presidente dell’Associazione Apnoici Italiani; il professor Luigi Ferini Strambi, neurologo e primario del Centro di Medicina del Sonno dell'IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. A moderare l’incontro il dottor Giuseppe Insalaco, pneumologo e I° Ricercatore sui Disturbi Respiratori nel Sonno dell'Istituto di Farmacologia Traslazionale/CNR di Palermo.

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