È online “Abitare lo spazio”, la piattaforma digitale dedicata alla ricerca sulle opere
pubbliche di Liliana Cano realizzate in Sardegna. Un progetto innovativo che rende fruibile in
modalità open-access, grazie alle nuove tecnologie, un patrimonio artistico diffuso nel territorio
regionale, spesso esposto a minacce del tempo, alla perdita di visibilità o all’accessibilità limitata.
Promossa dall’Archivio Liliana Cano e sviluppata a partire dal volume “Liliana Cano.
Abitare lo spazio. Opere pubbliche in Sardegna” (Ilisso, ottobre 2025), la piattaforma amplia la
ricerca editoriale integrando testi critici, documentazione fotografica, mappatura territoriale e
contenuti audiovisivi, ed è rivolta a un pubblico di studiosi, operatori culturali, policy makers e
appassionati d’arte.
La direzione scientifica del progetto è coordinata da Davide Mariani, autore del libro,
direttore artistico dell’Archivio Liliana Cano e del Museo Diffuso di Oliena. «La piattaforma nasce
per rendere accessibile un patrimonio ancora poco conosciuto. Molti di questi interventi, nel
tempo, sono andati perduti, alterati o rimossi; altri restano difficilmente fruibili per la loro
collocazione in luoghi non sempre aperti. Il progetto prova così a restituirne visibilità e continuità
di lettura, permettendo di avvicinarsi a opere che non sempre è possibile incontrare direttamente,
mappando anche le cicatrici, le assenze e i colori sbiaditi, al fine di innalzare il livello di guardia
sulla fragilità dell’arte pubblica.», afferma Davide Mariani.
Diciassette comuni e quasi duecento interventi.
La ricognizione prende in esame oltre
sessant’anni di attività dell’artista e attraversa una rete di 17 comuni e località della Sardegna:
Aglientu, Sassari, Ittiri, Santa Teresa Gallura, Mores, Ozieri, Bultei, Bono, Oliena, Orgosolo,
Galanoli, Fonni, Irgoli, Budoni, Santa Maria Navarrese, Selegas e Cagliari.
In questo scenario si colloca un corpus articolato di circa duecento interventi tra murali, cicli
pittorici in situ, opere per chiese e spazi pubblici, monumenti e lavori eseguiti in relazione a
specifici contesti comunitari, a testimonianza della continuità e della diffusione dell’impegno
dell’artista nello spazio collettivo.
Struttura e contenuti della piattaforma. La piattaforma presenta un’architettura su più
livelli di consultazione. La sezione “Il progetto” introduce obiettivi e sviluppo della ricerca, mentre
il nucleo teorico e metodologico si suddivide in quattro sotto-sezioni dedicate alla ricognizione
delle opere pubbliche, alla raffigurazione del corpo femminile, alla presenza del sacro nel
quotidiano e alle questioni legate alla fragilità dell’arte pubblica.
A queste si affiancano una mappa interattiva, che consente di orientarsi nei luoghi in cui
l’artista ha operato, una cronologia che ricostruisce le principali tappe della produzione pubblica e
una sezione di approfondimenti su specifici nuclei della ricerca e opere emblematiche, tra cui il
ciclo pittorico della chiesa di San Lussorio a Oliena, le interpretazioni della Via Crucis, il
Monumento alla donna (1985) e riflessioni sul muralismo in Sardegna e sulla poetica figurativa
dell’artista.
Il progetto include inoltre un video inedito che ripercorre la presenza di Liliana Cano
nello spazio pubblico e documenta le attività di studio e mappatura condotte negli ultimi anni.
“Abitare lo spazio” è uno spin-off della ricerca avviata nell’ambito del programma PNRR e.INS –
Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia, da cui eredita impostazione metodologica e
attenzione alla disseminazione.
La piattaforma digitale sarà inoltre presentata al pubblico durante l’evento “VIAVAI
VAIVIA. Arte, fotografia e antropologia: Riconfigurazione dello sguardo & Placemaking”,
promosso in occasione del World Anthropology Day 2026 e ospitato il 27 febbraio a Milano presso
Stecca3 – Urban Cultural Hub.
La piattaforma è consultabile all’indirizzo:
https://lilianacano.com/abitarelospazio/
Link video Abitare lo spazio. L’arte pubblica di Liliana Cano: https://www.youtube.com/watch?v=-cREMF7UPa8