Il Mondiale dei giganti (senza l'Italia): scatta la super edizione a 48 squadre tra USA, Canada e Messico.

?Undici giugno, lo start a Città del Messico; diciannove luglio, il traguardo a New York. Nel mezzo, il Mondiale più gigantesco, ricco e frammentato della storia del calcio. Quella che sta per alzare il sipario in Nord America è un’edizione che spacca in due il vecchio modo di intendere la Coppa del Mondo: per la prima volta le squadre partecipanti passano da 32 a 48, dando vita a una maratona transoceanica divisa tra tre nazioni (Stati Uniti, Canada e Messico) e ben sedici città ospitanti. Un “luna park” del gol che, purtroppo, per gli sportivi italiani avrà ancora una volta il sapore amaro dell'esclusione, dopo il drammatico epilogo dei “playoff” dello scorso marzo contro la Bosnia. Con 12 gironi da 4 squadre ciascuno e l'introduzione dei sedicesimi di finale, l'allargamento voluto dalla FIFA ha spalancato le porte a nazioni che fino a ieri vedevano il Mondiale come un miraggio. Se l'Europa porta ben 16 rappresentanti, gli occhi sono puntati sulle grandi favorite di sempre. Ci sarà la Francia di Mbappé a caccia di riscatto, l'Inghilterra dei talenti purissimi, la Germania e la Spagna. Dal Sudamerica, l'Argentina campione in carica difenderà il titolo (nell'ultimo ballo mondiale di molti suoi senatori) insieme a un Brasile sempre obbligato a vincere. Ma la vera curiosità è legata alle "nuove" geografie: l'Africa si presenta in massa con le corazzate Marocco, Senegal, Nigeria ed Egitto. Le tre nazioni ospitanti, Stati Uniti, Messico e Canada, giocheranno in casa con la pressione di un intero continente sulle spalle. E poi ci sono le favole o i grandi ritorni, come la stessa Bosnia che ha sbarrato la strada all’Italia, la Georgia del talento Kvaratskhelia o le asiatiche come Giappone e Corea del Sud. L'unica certezza, dolorosa per noi, è l'assenza del tricolore: l'Europa porta il meglio del suo calcio, ma tra le sedici sorelle dell’ UEFA l'Italia non è riuscita a trovare posto. L'allargamento a 48 squadre cambierà completamente la gestione fisica dei calciatori. Per arrivare in fondo e sollevare la coppa a New York serviranno otto partite. Questo significa che a fare la differenza non saranno solo i singoli campioni, ma la profondità delle rose. I commissari tecnici dovranno gestire un calendario folle, complicato da spostamenti aerei continui tra fusi orari diversi e sbalzi termici importanti, passando dal caldo umido del Messico alle temperature più fresche del Canada. Per gli italiani sarà un Mondiale da vivere con il distacco degli esteti del pallone. Senza l'ansia del risultato della Nazionale, l'attenzione si sposterà sulla bellezza del gioco, sulle sorprese tattiche che un torneo così vasto sa sempre offrire e, perché no, sui singoli calciatori che militano nel nostro campionato e che cercheranno la gloria oltreoceano. Il calcio si sposta nel Nuovo Mondo per un mese di spettacolo puro. Come italiani lo osserveremo da spettatori disincantati, ma con la consapevolezza che, anche senza l'Italia, quando rotola quel pallone il pianeta si ferma.

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