Mercoledì ventisette maggio la Fondazione Siotto ospiterà lo scrittore astigiano, rivelazione del Premio Strega. L'autore dialogherà con Alice Deledda per svelare l'intreccio di "Digressione", il suo secondo libro edito da Einaudi.
I saloni della Fondazione Siotto di Cagliari, l'ente culturale situato al civico centoquattordici di via Dei Genovesi, aprono le porte alla letteratura contemporanea. Nel tardo pomeriggio di mercoledì ventisette maggio, a partire dalle ore diciotto e trenta, la struttura ospiterà lo scrittore Gian Marco Griffi per la presentazione ufficiale della sua ultima fatica letteraria, intitolata "Digressione". A condurre il confronto letterario sarà Alice Deledda, responsabile organizzativa della stessa fondazione, alla quale spetterà il compito di guidare l'autore nell'esplorazione delle complesse tematiche dell'opera.
Il volume, mandato in stampa sul finire dello scorso anno dalla casa editrice Einaudi per la collana Stile Libero, rappresenta la seconda prova narrativa del romanziere residente ad Asti. Griffi si presenta al pubblico sardo forte del credito accumulato nel duemilaventidue, anno in cui la sua opera di esordio, "Ferrovie del Messico", lo ha imposto all'attenzione della critica letteraria nazionale e dei mercati editoriali esteri. Quel primo lavoro lo aveva infatti catapultato fino alla finale del Premio Strega, il più ambito riconoscimento letterario italiano, consentendogli inoltre di incamerare il Premio Libro dell'anno della trasmissione radiofonica Fahrenheit, il Premio Mastercard Letteratura e il riconoscimento intitolato allo scrittore calabrese Mario La Cava.
L'intreccio di "Digressione" costruisce un universo narrativo surreale in cui la città piemontese di Asti si erge a fulcro del mondo. Le vicende ruotano attorno ad Arturo Saragat, un giovane schiacciato dai rimorsi per non aver saputo opporsi al male nel momento del bisogno. Il protagonista tenta di ritrovare la bussola della propria esistenza affidandosi a un vecchio tomo logoro, le cui pagine portano i segni lasciati dai precedenti proprietari: disegni, commenti, locandine, le regole di un gioco esistenziale concepito dalla cerchia della scrittrice britannica Mary Shelley e l'indirizzo di un fantomatico Ufficio delle redenzioni. Invece di trovare risposte, Saragat finisce per smarrirsi in un caleidoscopio di personaggi e situazioni estreme.
Sulla scena narrata dal libro si muovono nostalgici del fascismo, un console ossessionato dal gioco del golf, una corporazione di dentisti assassini, sette eretiche, cartomanti, bande di mariachi, artigiani impegnati in una fabbrica produttrice di meravigliosi globi miniati e una donna ultracentenaria dal fascino inossidabile, il tutto lungo un percorso che attraversa terre esotiche e desolate. L'intera architettura romanzesca viene calata in una linea storica alternativa in cui Benito Mussolini non è mai stato passato per le armi, ma trascorre gli anni dell'esilio confinato sull'isola di Pantelleria allevando asini.
L'appuntamento cagliaritano è stato allestito facendo affidamento su una rete di contributi istituzionali. A sostenere l'evento concorrono la Direzione generale biblioteche e istituti culturali del Ministero della Cultura, l'assessorato alla Pubblica Istruzione in capo alla Regione Autonoma della Sardegna, il Servizio Cultura dell'amministrazione comunale del capoluogo e la Fondazione di Sardegna, l'ente filantropico di derivazione bancaria. Per assistere all'incontro e garantirsi l'accesso nei locali, la fondazione ha attivato un canale per raccogliere le prenotazioni attraverso il proprio indirizzo di posta elettronica istituzionale.