Giuseppe Geneletti pubblica "Lente Glocale": una selezione di cinquantacinque articoli per decifrare i grandi cambiamenti del presente, dall'intelligenza artificiale alla crisi industriale, osservando la quotidianità delle fabbriche e delle comunità locali.
Cinquantacinque articoli, scelti tra oltre quattrocento e suddivisi in otto capitoli, compongono "Lente Glocale", la nuova opera editoriale di Giuseppe Geneletti. L'autore, che da anni affida le sue riflessioni alla testata online VareseNews, ha raccolto in questo volume una selezione mirata di contributi pensati per indagare i grandi rivolgimenti del presente partendo dal basso, dalla dimensione del territorio. Il sottotitolo del volume — Il mondo arriva in provincia e la provincia spiega il mondo — dichiara esplicitamente la tesi di fondo: i fenomeni globali non sono entità astratte, ma processi che si intrecciano con le vicende delle fabbriche, le dinamiche di comunità e i gesti quotidiani, rendendo il contesto locale il punto d'osservazione più acuto per comprendere le trasformazioni in corso.
Geneletti, forte di un percorso professionale maturato in contesti aziendali internazionali ma sempre radicato nelle realtà locali, propone un approccio analitico che definisce "glocale". Nelle pagine del libro, il lago di Varese si specchia in New York, mentre le grandi questioni geopolitiche si riflettono nelle bollette che gravano sulle famiglie e nelle vicende industriali che segnano il volto del capitalismo contemporaneo. Il volume affronta temi quali l'evoluzione del lavoro sotto l'influenza degli algoritmi, le trasformazioni del settore industriale con il passaggio di proprietà dei marchi, e la memoria storica dei territori, mostrando come ciò che accade in prossimità possa fungere da chiave di lettura per decodificare gli eventi mondiali.
La struttura dell'opera è articolata in otto sezioni tematiche che spaziano tra le cronache locali, il passato industriale, le nuove frontiere dell'intelligenza artificiale, la geopolitica e le sfide quotidiane dell'abitare. L'autore rigetta esplicitamente la tentazione del folklore o della nostalgia, preferendo elevare la provincia a un vero e proprio osservatorio della contemporaneità. La scelta iconografica della copertina, che ritrae un paesaggio con una chiesa e le montagne sullo sfondo, intende sottolineare proprio questo sguardo che non cerca il pittoresco, ma cerca di connettere il particolare all'universale.
Il volume si inserisce in un progetto autoriale più vasto, che ha visto Geneletti debuttare nel 2026 con la raccolta di poesie "Materia prima della domanda: Naufrago d’ombra, ebbro di luce". L'autore è già impegnato nella stesura di un ulteriore lavoro, una combinazione di fotografie e testi poetici che intende proseguire il filo rosso della sua ricerca civile e interiore. Geneletti concepisce "Lente Glocale" come uno strumento destinato a chi avverte il presente come un flusso troppo rapido, rumoroso e frammentato, bisognoso di una lente per ricomporre la visione d'insieme.
L'intento dichiarato è quello di guardare al mondo senza perdere di vista l'orizzonte, mantenendo però la capacità di osservare la realtà da lontano senza dimenticare il volto delle persone. Il libro si propone di analizzare i mutamenti che spesso colgono l'opinione pubblica di sorpresa, offrendo al lettore una chiave per decifrare i processi che ridisegnano la geografia economica e sociale del nostro tempo, mantenendo sempre saldo il legame tra la singola esperienza umana e i meccanismi della storia.