L'osservatorio di Guerrini: Cosa ha insegnato la vittoria del No al Referendum

Cosa ha insegnato la vittoria del No al Referendum. Intanto che il potere politico, di qualunque tendenza ideologica esso sia, non può tirare troppo la corda, perché alla fine il giocattolo gli si rompe tra le mani. E poi che l'umore e la sollevazione del popolo non sono controllabili con l'uso sfrenato del potere. La destra è andata al Governo per la supponenza e i conseguenti errori di quella che tanto impropriamente si definisce la "sinistra". Che sul piano politico è un insieme di raggruppamenti che esprimono l'area progressista e libertaria. La gestione difficile, ma sbagliata, del fattore immigratorio, con i suo effetti negativi, ha spinto il Paese a destra, con il popolo attirato dagli slogan "prima gli italiani". E ogni fatto criminoso degli immigrati si è rivelato uno spot a favore appunto della destra. Che proponeva e sembrava avere le soluzioni per contrastare il fenomeno, comune a tutti i paesi europei. Ed infatti i partiti conservatori sono progrediti in maniera inarrestabile ovunque. In Italia, a fronte di una classe politica di basso profilo e senza leader carismatici e di qualità, la sinistra si è spogliata dei suoi valori. I cittadini più vicini alle istanze del progressismo democratico hanno rinunciato negli ultimi anni ad andare alle urne. Ma ecco, improvviso, inaspettato e incontrollabile, il movimento si è risvegliato quando c'è stato da difendere la Costituzione, caposaldo del nostro ordinamento democratico. E i Progressisti inattivi, apatici, delusi, hanno ripreso vigore. Rompendo istintivamente gli argini della sonnolenza ed andando a votare. Al Referendum. Con esito catastrofico per la destra. Che oggi, solo oggi, cioè all'indomani della inaspettata sconfitta, ha messo mano ad un'opera di pulizia al suo interno che sinora ha punito solo i pesci piccoli che hanno manifestato la peggiore protervia. Ma il Palazzo del potere ha capito la gravità dell'evento. Perché ha sentito le sue fondamenta tremare. E questo è un fatto clamorosamente incoraggiante per la Democrazia. Mario Guerrini.

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