La riunione del 29 ottobre è indicata dalla Regione come un passaggio decisivo per il futuro di Eurallumina. Al centro c’è la richiesta di risorse al Ministero dell’Economia e delle Finanze per proseguire la messa in sicurezza e la conservazione degli impianti di Portoscuso: interventi necessari a mantenerli in condizioni tali da consentire una possibile ripresa delle attività o l’ingresso di nuovi acquirenti.
La vertenza è stata al centro, venerdì 23 ottobre, di un tavolo tecnico al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e di un’assemblea con i lavoratori nello stabilimento, alla quale ha partecipato l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani.
La Regione riferisce che l’esito dell’incontro ministeriale non ha soddisfatto le aspettative, ma conferma l’impegno a seguire la trattativa insieme ai lavoratori, ai sindacati e agli enti locali.
“Non siamo contenti del risultato di oggi, ma vogliamo essere fiduciosi che nella riunione del prossimo 29 ottobre il MEF metta a disposizione le risorse necessarie per andare avanti con le attività legate alla messa in sicurezza dello stabilimento e dei lavoratori”, dichiara l’assessore dell’Industria, Emanuele Cani. “In questi giorni lavoreremo di concerto con le lavoratrici e i lavoratori, le organizzazioni sindacali, la Provincia e gli altri enti locali per presidiare costantemente la vertenza e fare in modo che la riunione del 29 ottobre sia decisiva”.
Sul fronte occupazionale, l’assessora regionale del Lavoro Desirè Manca ha richiamato le manifestazioni di interesse per il sito industriale e la necessità di dare garanzie ai dipendenti e alle loro famiglie.
“La manifestazione di interesse da parte di tre multinazionali rappresenta senza dubbio un segnale di attenzione che accogliamo con favore, ma l’apertura di prospettive di rilancio sul piano produttivo non può prescindere dalla salvaguardia immediata e concreta della dignità e della stabilità dei lavoratori”, afferma l’assessora Manca. “La priorità assoluta di questo Assessorato è tutelare lavoratrici, lavoratori e famiglie in un momento di grave incertezza. Non possiamo permettere che chi da troppo tempo affronta sacrifici pesantissimi paghi il prezzo di ritardi o vuoti normativi e finanziari. La scadenza di fine ottobre rappresenta il limite massimo e inderogabile per scongiurare il fallimento dell’azienda. Pretendiamo risposte certe e immediate”.
La Regione annuncia inoltre che seguirà il monitoraggio delle matrici ambientali interessate dallo stabilimento. L’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi ha sottolineato la necessità di conservare gli impianti in condizioni adeguate:
“È fondamentale individuare le risorse necessarie al mantenimento conservativo degli impianti, così da preservarne l’integrità e creare le condizioni per una ripresa delle lavorazioni o per il subentro di potenziali acquirenti”.