Le code comparse davanti ad alcuni distributori spiegano la faccenda meglio di un convegno. Se la benzina costa meno alla pompa accanto, l’automobilista gira il volante. E chi vende carburante dall’altra parte della strada se ne accorge.
Dal 28 settembre Enilive applica un prezzo massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio, per trenta giorni iniziali. IP ha avviato una misura analoga in modo graduale: secondo l’ANSA, i primi distributori coinvolti sono non più di 300 e praticano gli stessi limiti. Non significa che ogni pompa IP li applichi già. Q8 ha annunciato oggi un tetto dal 1° ottobre, sempre per trenta giorni. Parla però di un’applicazione differenziata nella propria rete e non ha ancora comunicato un prezzo massimo uguale per tutti gli impianti.
Qui conviene fermarsi un momento, prima che l’annuncio diventi una promessa più grande di quella fatta. Un tetto non è uno sconto identico per ogni pieno. E se un distributore vende già a meno, non deve alzare il prezzo fino al limite. Per sapere quanto si risparmia bisogna guardare il cartello di quella pompa e confrontarlo con gli altri.
La prima risposta dei numeri c’è. Secondo i dati del ministero delle Imprese comunicati questa mattina, sulla rete stradale nazionale la benzina self service è scesa in media da 2,152 a 2,126 euro al litro; il gasolio da 2,369 a 2,335. Sono 2,6 e 3,4 centesimi in meno. La media comprende anche i distributori che non applicano il tetto: non dice quanto abbia risparmiato ogni singolo automobilista.
La concorrenza si vede senza bisogno di darle un nome difficile: un prezzo più basso attira clienti e gli altri marchi reagiscono. C’è anche l’invito del governo, che Q8 dice espressamente di avere accolto. Dai soli annunci non si può stabilire quanto abbia pesato ciascuna delle due spinte. Intanto la federazione dei gestori Figisc chiede che siano ascoltate anche le imprese che tengono aperti gli impianti: contenere il prezzo alla pompa deve essere sostenibile per chi vende.
Per ora più marchi si sono mossi e le medie hanno cominciato a scendere. Il resto si vedrà sui cartelli, distributore per distributore. È lì, assai più che nei comunicati, che si fa il conto del pieno.