Cagliari. L'assessore. È aspirazione di tanti consiglieri regionali. Un traguardo molto ambito. Soprattutto per logiche di potere. Nella Giunta guidata da Alessandra Todde ci sono tre assessori che per motivazioni di schieramento, per realtà emergenziali, per ambizioni altrui sono finiti nel mirino. Il primo è Satta (Agricoltura). Ieri si è dimesso perché sfiduciato dal suo Partito, i Progressisti. E ci sta. Nel senso che la motivazione è plausibile. E il probabile sostituto, Francesco Agus, ha esperienza e riconosciuta capacità politica. Poi c'è Armando Bartolazzi (Sanità). E qui la possibile alternanza è determinata da una situazione del diritto alla salute dei sardi che non sembra trovare adeguate risposte. Non è sicuramente tutta colpa sua. Ma lui appare come un pesce fuor d'acqua (viene da Roma). E quindi un "cambio di passo" è comprensibile. Infine c'è il caso di Maria Elena Motzo (Affari Generali). Appartiene a Uniti per Todde. Qui l'esigenza di sostituirla appare piuttosto debole. Proprio perché determinata da mire maligne. Sul piano pratico non le si muove alcuna accusa sostanziale. È considerata persona seria, grande lavoratrice. Il suo percorso è senza macchie. I malumori, sorprendentemente, arrivano proprio dall'interno della sua formazione. Semplicemente perché altri aspirerebbero a prendere il suo posto. Alessandra Todde ha sempre dichiarato che lei la squadra non la cambierebbe. Anche se riconosce che per la Sanità (suo cavallo di battaglia) l'andamento operativo non è confortante. Gli aggiustamenti in corsa in una compagine di governo sono un fatto quasi naturale. Anzi. Politicamente sarebbe un errore non correre ai ripari e trascinare una situazione che, come nel caso di Bartolazzi, può mettere a rischio l'immagine di tutto l'esecutivo. Mario Guerrini.