Sciopero dell'igiene urbana ad Alghero: lo scontro tra la Fiadel e l'Azienda finisce a Roma, mentre il Comune rivendica la via del dialogo

La gestione dell'igiene urbana ad Alghero si conferma al centro del dibattito cittadino. Nella giornata del 10 luglio 2026, la redazione ha ricevuto due distinti documenti che fotografano le posizioni contrapposte dei protagonisti della vertenza: da un lato la nota sindacale della FIADEL, che annuncia azioni formali contro l'azienda appaltatrice, e dall'altro un comunicato stampa a firma dei rappresentanti dell'Amministrazione comunale, che traccia un bilancio dello sciopero appena trascorso e ribadisce l'importanza dei tavoli istituzionali.

Il primo documento, diffuso dal segretario territoriale della FIADEL Stefano Delrio, si configura come una replica diretta alle precedenti dichiarazioni di Alghero Servizi Ambientali (il raggruppamento Ciclat-Sangalli che gestisce l'appalto). Il testo sindacale rigetta apertamente le argomentazioni della dirigenza aziendale, definendo «un'offesa all'intelligenza di chiunque» il fatto di etichettare come «volontario» un turno lavorativo «gravoso di 12 ore filate, da mezzogiorno a mezzanotte, chiesto all'ultimo minuto a dei ragazzi stagionali».

L'accusa mossa dal sindacato all'azienda si sposta poi sul piano organizzativo e legale. Nel comunicato, la FIADEL riferisce che l'azienda avrebbe ammesso di aver svuotato i mastelli in anticipo rispetto agli orari canonici allo scopo di ridurre l'impatto dello sciopero. I rappresentanti dei lavoratori dichiarano che tale gestione configurerebbe «una vera e propria condotta antisindacale», sostenendo che l'azienda abbia «usato i lavoratori più vulnerabili per depotenziare la protesta dei dipendenti».

A beneficio di una lettura più chiara, è opportuno precisare che nel diritto del lavoro italiano l'espressione "condotta antisindacale" richiama l'articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori. Si tratta di un comportamento posto in essere dal datore di lavoro con lo scopo di impedire o limitare l'esercizio della libertà e dell'attività sindacale, o il diritto di sciopero. Un'eventuale accertamento di tale condotta richiede l'intervento di un giudice, che può ordinare la cessazione immediata del comportamento ritenuto illegittimo.

Fatta questa doverosa premessa giuridica, la nota di Delrio prosegue descrivendo quelle che definisce accuse «prive di riscontro» mosse dall'azienda. Il sindacato invita i vertici aziendali ad analizzare le pagine dei social network locali, le quali, secondo la FIADEL, sarebbero «piene di lamentele di residenti che la sera dell'8 Luglio si sono visti ritirare il mastello in anticipo», lasciando chi ha rispettato gli orari ordinari con i rifiuti davanti casa la mattina seguente. Questa situazione viene descritta nel documento come un «caos organizzativo che ha diviso la città in cittadini di serie A e di serie B».

Il passaggio finale della comunicazione sindacale certifica l'apertura di un fronte istituzionale oltre i confini dell'Isola. La FIADEL annuncia che «foto, video e segnalazioni orarie dei cittadini sono già stati inviati alla Commissione di Garanzia di Roma e agli organi competenti». Per inquadrare questo passaggio, va ricordato che la Commissione di Garanzia è un'autorità amministrativa indipendente statale, incaricata specificamente di vigilare affinché l'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, come appunto la raccolta dei rifiuti, non leda i diritti della persona costituzionalmente tutelati. Il documento si chiude con la riserva del sindacato di «depositare un esposto presso le autorità competenti per accertare eventuali profili di rilevanza penale», ringraziando contestualmente tutti i lavoratori per il «successo clamoroso» e la «straordinaria partecipazione» all'astensione dal lavoro.

Nella stessa giornata il dibattito si è arricchito di un secondo documento ufficiale, redatto da tre esponenti della maggioranza consiliare di Alghero: il Presidente della Commissione Consiliare Ambiente Christian Mulas e i consiglieri comunali Gianni Martinelli e Alberto Bamonti. Il testo offre la prospettiva politica e amministrativa sulla medesima vicenda, concentrandosi sugli esiti di un recente incontro tenutosi tra il Sindaco, l'Assessore all'Ambiente Selva, la Commissione stessa, i dirigenti comunali, l'azienda e i rappresentanti di CGIL e CISL.

Nel documento consiliare si legge che il tavolo ha rappresentato un «momento di confronto importante» in cui sono state sollevate criticità inerenti «la tutela dei diritti dei lavoratori» e «le condizioni del parco mezzi, ritenuto ormai datato». A differenza del documento FIADEL, la nota della maggioranza si concentra sul metodo sindacale adottato dalle diverse sigle. I consiglieri dichiarano di prendere atto della scelta della FIADEL di non partecipare al confronto istituzionale confermando lo sciopero, ed esprimono parallelamente «apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato dalle organizzazioni sindacali presenti al tavolo» (CGIL e CISL, n.d.r.), le quali, pur mantenendo aperta la vertenza, «hanno scelto di privilegiare il dialogo istituzionale».

La nota riporta inoltre la posizione dell'azienda, che avrebbe ribadito la propria «disponibilità a proseguire il confronto con tutte le organizzazioni sindacali». I consiglieri sottolineano che le istanze emerse dal tavolo dovranno «tradursi rapidamente in azioni concrete», certificando l'assunzione di un impegno preciso a «colmare le criticità evidenziate, avviando un percorso di monitoraggio».

L'analisi dell'impatto dello sciopero da parte della politica locale diverge nettamente da quella sindacale. Il documento a firma di Mulas, Martinelli e Bamonti ammette che l'astensione di 24 ore «ha inevitabilmente messo a dura prova il servizio di igiene urbana». Tuttavia, il testo evidenzia come, «grazie al lavoro dell'Amministrazione comunale, dell'Ufficio Ambiente, dell'Assessore Selva, al senso civico dimostrato dai cittadini e all'impegno degli operatori che non hanno aderito allo sciopero, è stato possibile garantire, seppur con fatica, la continuità dei servizi essenziali».

Il comunicato della parte politica si conclude illustrando il ruolo che il Comune intende ricoprire nelle prossime settimane. Viene assicurato che l'Amministrazione, con l'Assessore Selva in prima linea, opererà in sinergia con la Commissione Consiliare Ambiente. Per comprendere le dinamiche del palazzo civico, occorre specificare che le Commissioni Consiliari sono organi interni al Consiglio Comunale formati da gruppi di consiglieri (sia di maggioranza che di opposizione). Il loro compito è quello di esaminare approfonditamente le pratiche, i regolamenti e le criticità di specifici settori (in questo caso l'ambiente e la nettezza urbana) prima che questi vengano discussi e votati nell'assemblea cittadina plenaria. Chiarito il ruolo di monitoraggio della Commissione, il documento politico si chiude con la promessa di continuare a seguire l'evolversi della vertenza, «vigilando affinché tutti gli impegni assunti dall'Azienda vengano rispettati nei tempi previsti».

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