8ª Tappa Tour 2026 – Merlier domina a Bergerac, Slock resiste fino all'ultimo chilometro

  Il Périgord accoglie il Tour con i colori dell'estate piena e con un caldo che sfiora i trentasette gradi. Da Périgueux la corsa si distende verso Bergerac lungo centottanta chilometri di Dordogna, tra i castelli affacciati sul fiume, la collina di Lascaux e i borghi di pietra dorata: una di quelle giornate che un tempo si chiamavano di trasferimento, con due sole asperità di quarta categoria a interrompere la pianura e la volata annunciata come esito quasi scontato. Quasi, perché il ciclismo di rado concede certezze. Allo start ufficiale è subito battaglia per la fuga. Due uomini partono e vengono ripresi, altri ci provano invano, finché a -177 chilometri allunga Liam Slock (Lotto-Intermarché). Al belga si aggregano Thibault Guernalec (TotalEnergies) e Jakub Otruba (Caja Rural- Seguros RGA), e il terzetto costruisce un margine che sfiora i due minuti e dieci. Non sono nomi da prima pagina: il miglior risultato stagionale di Slock è il successo al GP Gippingen. Dietro, le squadre dei velocisti si dividono il lavoro, con Soudal Quick-Step e Alpecin- Premier Tech a dettare l'andatura senza mai perdere di vista il traguardo. Per lunghi tratti la corsa vive di una quiete apparente: il gruppo concede terreno sugli strappi e lo recupera in pianura, in un plotone così disteso da vedere Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS) porgere per gioco un gel al motociclista della camera.

  Là davanti, invece, si fatica. A -111,9 chilometri Slock perde la catena e una ventina di metri, ma rientra senza drammi. Sulla Côte de Domme, primo GPM più dentello che salita, è ancora lui a prendersi l'unico punto in palio. Poco dopo, al traguardo volante di Saint-Cyprien, i fuggitivi hanno ancora due minuti e se lo giocano tra loro: Guernalec rinuncia, Otruba rimonta e passa per primo. Alle loro spalle si accende la corsa dei punti pesanti per la maglia verde, con Philipsen, Kanter e Pedersen appaiati e un battibecco tra il danese e il tedesco appena oltre la linea. Sulla seconda e ultima ascesa, la Côte du Buisson-de-Cadouin, Otruba prova ad anticipare, ma Slock risponde, rilancia e si prende anche questo secondo GPM: entrambi i punti della giornata finiscono al belga. Nel gruppo, intanto, un forcing di Kasper Asgreen (EF Education-EasyPost) e il rilancio di Jonas Abrahamsen (Uno-X Mobility) allungano e per un istante spezzano il plotone, senza però aprire varchi duraturi. È il preludio alla resa dei compagni di viaggio. Guernalec viene riassorbito a -27,7 chilometri, Otruba a -21,2, e Slock resta solo davanti al plotone. Comincia allora la parte più bella della sua giornata. A -11,6 chilometri il vantaggio supera ancora il minuto, a -9,9 è di 1'05", con la strada che si impenna appena e lo obbliga a spingere di forza sui pedali. Due uomini della Lotto- Intermarché provano a spezzare i cambi in testa per proteggerlo, ma quando la XDS Astana si porta in blocco al comando il margine precipita: ventiquattro secondi a -3,4 chilometri, appena nove ai due chilometri. Il tratto tecnico gli concede un ultimo respiro, poi il gruppo lo riassorbe poco prima della flamme rouge. Un giorno intero all'attacco si spegne all'imbocco dell'ultimo chilometro. Ricompattato il plotone, la volata prende forma. A cinquecento metri scatta Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech) con Philipsen a ruota; Kooij si incolla alla sua scia, Kanter arriva spalla a spalla. Poi, da dietro, sbuca Merlier come una freccia. Tim Merlier (Soudal Quick-Step) taglia il traguardo con l'indice puntato verso il cielo: è la sua seconda vittoria in questo Tour, una volata dominata dal primo all'ultimo metro, mentre Philipsen ancora una volta si eclissa proprio nell'istante di partire. Alle spalle del belga chiudono Biniam Girmay (NSN) e Olav Kooij (Decathlon CMA CGM), davanti allo stesso Philipsen e a Bittner. In cima non cambia nulla: Pogacar resta in giallo con i suoi margini profondi, e la sfida ancora viva è quella della maglia verde, con Pedersen al comando ma con Girmay e ora anche Merlier a insidiarlo. Ai velocisti la gloria di un pomeriggio; a Slock, sconfitto alle porte di Bergerac, l'onore delle armi.

  Ordine d'arrivo, prime dieci posizioni: 1. Tim Merlier (Soudal Quick-Step) 3h52'50" 2. Biniam Girmay (NSN) 3h52'50" 3. Olav Kooij (Decathlon CMA CGM) 3h52'50" 4. Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) 3h52'50" 5. Pavel Bittner (Picnic PostNL) 3h52'50" 6. Rick Pluimers (Tudor) 3h52'50" 7. Pascal Ackermann (Jayco AlUla) 3h52'50" 8. Clément Russo (Groupama-FDJ United) 3h52'50" 9. Max Kanter (XDS Astana) 3h52'50" 10. Milan Fretin (Cofidis) 3h52'50"

  Classifica generale, prime dieci posizioni: 1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) 28h49'07" 2. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) a 2'42" 3. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) a 3'27" 4. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) a 3'30" 5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) a 3'34" 6. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) a 3'55" 7. Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) a 4'00" 8. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) a 4'21" 9. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) a 4'57" 10. Mathias Vacek (Lidl-Trek) a 7'10"

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