I militari israeliani sbarcano in Sardegna per la licenza premio e il Consiglio regionale ne invoca l'espulsione

Il consigliere Valdo Di Nolfo si scaglia contro l'arrivo dei voli charter da Tel Aviv carichi di soldati in vacanza. L'esponente della maggioranza chiede di rispedire i reparti al mittente e richiama il documento che congela i rapporti diplomatici con il governo Netanyahu.

I voli charter decollati dalle piste di Tel Aviv con a bordo le truppe israeliane in licenza scatenano la reazione dell'assemblea legislativa sarda. L'arrivo sull'Isola di contingenti militari in vacanza ha innescato una dura levata di scudi sul fronte politico regionale, capeggiata da Valdo Di Nolfo, membro dell'aula e presidente del gruppo consiliare Uniti. L'esponente della maggioranza chiede di interdire lo sbarco dei reparti, riallacciandosi al documento di indirizzo politico approvato nei mesi scorsi dallo stesso Consiglio regionale, un atto formale che vincolava la Regione a recidere ogni rapporto istituzionale, economico e di cooperazione con lo Stato di Israele fino all'interruzione delle violazioni del diritto internazionale.

L'offensiva politica si fonda sulla ferma opposizione all'impiego delle coste sarde come luogo di riposo per le forze armate attualmente impiegate nel conflitto in Medio Oriente. Le parole di Di Nolfo delineano i confini della contestazione: «La Sardegna è storicamente una terra di accoglienza, incontro e dialogo tra i popoli. Proprio per questo non possiamo accettare che la nostra Isola venga associata al genocidio di inaudita violenza che sta massacrando migliaia di civili nella Striscia di Gaza a opera della politica folle di Netanyahu».

Il consigliere allarga il campo della vertenza includendo gli episodi che hanno coinvolto gli attivisti marittimi della Global Sumud Flotilla e ribadisce la richiesta di un allontanamento immediato dei soldati. «La Sardegna – prosegue – è una terra di pace e proprio per questo ha il dovere di far sentire la propria voce davanti a una tragedia umanitaria che scuote le coscienze di tutto il mondo. Non possiamo fingere che ciò che accade a Gaza sia distante da noi o che possa diventare normale: Israele agisce indisturbata e i ripetuti attacchi alla Global Sumud Flotilla, totalmente incuranti del diritto internazionale, sono la prova del delirio di onnipotenza attuale. Per questo credo che oggi più che mai la Sardegna debba ribadire con forza la propria vocazione mediterranea di pace, cooperazione e solidarietà tra i popoli e rispedire indietro questo “carico pesante”. Non siamo una colonia per le vacanze di chi, con le mani ancora sporche di sangue, si concede relax dopo aver massacrato un popolo».

L'istanza mossa dal palazzo regionale si esaurisce nel perimetro delle prerogative internazionali, senza cedere il passo a mediazioni. L'urgenza dettata dall'esponente politico è quella di un arresto immediato delle ostilità a tutela di chi subisce i bombardamenti. «Serve con urgenza un cessate il fuoco stabile, il rispetto del diritto internazionale e la tutela della popolazione civile. Non possiamo abituarci alla guerra né voltare lo sguardo davanti a ciò che sta accadendo», incalza l'eletto, che fissa il perimetro dell'intervento istituzionale nella sua dichiarazione conclusiva: «Difendere la pace, il dialogo e i diritti umani – conclude Di Nolfo – significa difendere anche l’identità più profonda della Sardegna e del Mediterraneo».

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